Il presidente onorario di Libera

Dalla Chiesa: «La mafia si vince rispettando le regole»

SASSARI. Le battaglie più importanti non si vincono con le armi convenzionali, ma con gli eroi del quotidiano, quei cittadini rispettosi delle regole e dei principi fondamentali che hanno fatto...

SASSARI. Le battaglie più importanti non si vincono con le armi convenzionali, ma con gli eroi del quotidiano, quei cittadini rispettosi delle regole e dei principi fondamentali che hanno fatto grande la democrazia. Il messaggio più importante di Nando Dalla Chiesa è in questa affermazione apparentemente semplice con cui, ieri, in una gremita aula Segni del dipartimento di Giurisprudenza, il sociologo ha aperto il fitto programma di incontri in preparazione alla XXII Giornata dedicata alla memoria delle vittime di mafia. Iniziativa importante, promossa dall'associazione Libera, fondata da don Luigi Ciotti, di cui Nando Dalla Chiesa, figlio del generale dei carabinieri Carlo Alberto, ucciso dalla Mafia nel 1982, è presidente onorario.

Il percorso che in questi giorni porterà Nando Dalla Chiesa, professore nell’Università di Milano, a incontrare gli studenti di Nuoro e Olbia, è cominciato a Sassari nel dipartimento di via Coppino, dove il docente e saggista, grande esperto di criminalità organizzata, ha proposto – presenti, tra gli altri, il prefetto Giuseppe Marano, i rappresentanti delle forze dell'ordine e dell’amministrazione comunale – una riflessione attenta sul fenomeno mafioso fatta da chi non solo lo ha vissuto sulla pelle, ma lo ha sviscerato e analizzato in tutte le sue forme, consapevole del fatto che per combatterlo occorre studiarlo. «Perché solo la conoscenza – ha spiegato Dalla Chiesa – consente di trovare le armi più efficaci per contrastare le mafie e produce anche quell'energia sociale capace di fare la differenza».

A chi gli chiede se esistano segnali rivelatori della presenza mafiosa in un dato contesto, il sociologo risponde senza esitazione che «la mafia si diffonde dal basso, sistemando gradatamente i propri uomini nei posti chiave, e allora bisogna stare attenti a quella umanità variegata che si riunisce attorno a certi ambienti in cui si fa ostentazione di ricchezza e dove la villania dei modi e l'arroganza sono di casa». Ma se il fenomeno mafioso può svilupparsi in qualsiasi contesto bisognerà stare con la guardia molto alta proprio nelle zone in cui, pure in presenza di segnali inequivocabili, si tende a negarne l'esistenza: «In Sicilia nel tempo si sono formati gli anticorpi, ora occorre guardare a realtà come la Lombardia – ammonisce Dalla Chiesa – dove non soltanto circolano capitali importanti, ma soprattutto c'è una realtà impreparata e il crimine organizzato affonda come una lama nel burro».

L’iniziativa di ieri mattinain città Sassari, sarà replicata anche a Nuoro e Olbia dove Nando Dalla Chiesa incontrerà studenti e rappresentanti delle istituzioni in preparazione alla grande giornata del 21 marzo, quando in cinquemila Comuni italiani, durante una manifestazione pubblica, saranno letti i nomi di oltre novecento vittime di mafia. La città sarda scelta quest’anno per la celebrazione della XXII Giornata della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime di Mafia sarà proprio Olbia. All’evento, nato ventuno anni fa, per iniziativa di don Luigi

Ciotti, partecipano Sardegna Solidale, presieduta da Giampiero Farru, che ieri ha coordinato i lavori, l'università, il dipartimento di Giurisprudenza e l'associazione Giusta (gioventù universitaria studenti antimafia), rappresentata, ieri mattina, da Ricardo Lallai, intervenuto all’incontro.

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