La noia e le emozioni da “destagionalizzare”

Chiudete gli occhi immaginate per un attimo di vivere in una spiaggia caraibica. Colori brillanti, mare splendido, poche persone intorno a voi e poco rumore. Un sogno. Ora immaginate di avere tredici...

Chiudete gli occhi immaginate per un attimo di vivere in una spiaggia caraibica. Colori brillanti, mare splendido, poche persone intorno a voi e poco rumore. Un sogno. Ora immaginate di avere tredici anni, stessa situazione: colori brillanti, mare splendido, poche persone intorno a voi e poco rumore.

Un sogno e… due palle! Esiste un’altra forma di spopolamento in Sardegna di cui si parla meno che è quello stagionale. Nella nostra Isola ci sono delle località, che possono serenamente essere definiti degli autentici paradisi, ma che vivono però delle fortissime oscillazioni demografiche stagionali. Si riempiono di abitanti d’estate e si sgonfiano il resto dell’anno. Sono alcune nostre cittadine di mare, che vivono una ciclicità che può essere denominata “bipolare”.

Per intenderci, citando il dizionario, in psichiatria il disturbo bipolare è caratterizzato dallo sviluppo di alterazioni periodiche del livello di attivazione psichica, che oscilla tra una fase di sovraeccitazione e una di depressione, perciò detto anche “disturbo maniaco-depressivo”. Il nostro Belpaese in riva al mare: maniacale d’estate, con l’aumento esponenziale della popolazione, con conseguenti possibilità di uscite, traffico e iperstimolazioni; e depresso negli altri mesi: case e attività commerciali chiuse, strade deserte e minori possibilità culturali e di uscita.

Finita l’estate per adulti e bambini finalmente si può parcheggiare senza problemi e riappropriarsi delle proprie bellezze, ma quale impatto ha questo andamento sui teenagers locali? Noia è la parola che i ragazzi di “questi posti davanti al mare” usano più spesso: “Non c’è niente da fare!” ed “E’ tutto chiuso!”. Si riducono gli spazi e si dilatano i tempi degli incontri, sempre con le stesse persone. Lo raccontano bene i genitori, gli insegnanti e gli educatori, perché noia e adolescenza sono un binomio che spaventa gli adulti e contrapporvi un ipercontrollo può essere più dannoso che efficace sul piano preventivo.

L’adolescenza spesso si caratterizza proprio per periodi di calo di interesse nei confronti del mondo, con alterazioni dell’umore, chiusura in sé stessi, manifestazioni di tristezza. Nei paesi in questione le oscillazioni possono essere ambientali, fino a portare i più giovani a vivere aspettando la prossima estate. La noia fisiologica è un importante sentimento per scoprire se stessi e in cui potersi trovare, ma rischia di diventare patologica se conseguente a momenti di sovraeccitazione. Il rischio è che il vuoto diventi troppo grande da riempire aumentando la possibilità di comportamenti devianti, precoce sessualizzazione

e soprattutto senso di solitudine. La prospettiva educativa è quella di destagionalizzare le emozioni e l’attivazione, cantava bene Fossati: “E noi che siamo gente di riviera, dove passano i cuori d’avventura, e noi non ci sappiamo perdonare di non sapere ballare sapendo troppo aspettare”.

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