Il covo di una gang nella piazza del paese

Scoperto in un magazzino il nascondiglio di sette pistole, 200 proiettili, due chili di marijuana, passamontagna e cellulari

SASSARI. Una banda pronta a colpire in qualsiasi momento e sfrontata al tal punto da scegliere come base operativa - all’insaputa del proprietario - una vecchia stalla al centro di Nulvi. Un vero e proprio covo a pochi metri dalla piazza principale del paese, in cui qualcuno - a cui ora i carabinieri stanno dando la caccia - aveva nascosto sette pistole modificate, 200 proiettili, un passamontagna e due chili di marijuana.

È stato il proprietario della stalla qualche giorno fa a fare l’incredibile scoperta e a dare l’allarme, mandando molto probabilmente all’aria la pianificazione di una rapina. Pietro Cargiaghe, veterinario in pensione di 68 anni, che vive tra Sassari e Nulvi si è recato nel magazzino in seguito alla segnalazione di alcuni vicini di casa che avevano sentito degli strani rumori provenire dall’interno, forse per la presenza di un piccione rimasto intrappolato. La vecchia stalla era da tempo inutilizzata, ma il veterinario negli ultimi anni l’aveva più volte concessa in prestito ad alcuni compaesani in occasione di manifestazioni enogastronomiche che richiamano nel paese dell’Anglona migliaia di persone. Qualcuno sarebbe dunque riuscito ad entrare in possesso delle chiavi della grossa catena posta all’ingresso dell’antico magazzino scavato nella roccia e dopo averne fatto dei duplicati avrebbe deciso di utilizzare la stalla come base operativa per traffici illeciti.

Qualcosa di grosso, secondo i carabinieri del nucleo operativo della compagnia di Sassari intervenuti insieme ai colleghi della stazione di Nulvi, subito dopo l’allarme lanciato dal proprietario. Il blitz nel covo è scattato durante la notte con decine di uomini dell’Arma che hanno circondato la zona e poi sono entrati all’interno della stalla. Dentro un bidone del latte erano state nascoste sette pistole modificate, ma in grado di sparare come armi vere e 200 proiettili. All’interno di alcuni sacchetti di plastica appesi alle pareti i carabinieri hanno trovato invece un passamontagna, tre telefoni cellulari e una grossa quantità di mannitolo, una sostanza legale che si compra in farmacia, ma che viene solitamente utilizzata per tagliare la cocaina. Immediatamente sono scattate alcune attività tecniche per capire chi siano i componenti della banda e cosa stessero progettando. Le indagini, coordinate dal sostituto procuratore Maria Paola Asara, si stanno concentrando su alcuni personaggi del paese vicini ad ambienti criminali, ma non si escludono collegamenti con alcune organizzazioni della Corsica, da dove è probabile che siano arrivate le armi. Pensando di non essere scoperti i componenti della banda hanno infatti commesso alcuni errori che potrebbero dare un’accelerata alle indagini e che hanno portato gli inquirenti a ipotizzare collegamenti con l’isola francese. Parte del materiale sequestrato è stato trovato infatti all’interno di un sacchetto di plastica di un supermercato di un paese corso. In mano agli inquirenti anche lo scontrino di una parafarmacia di un centro commerciale cittadino in cui è stato acquistato il mannitolo. Le pistole e i telefoni sequestrati sono al momento al vaglio dei carabinieri del Ris di Cagliari. Dalle analisi di laboratorio si dovrà accertare se le armi siano state utilizzate per compiere qualche delitto, ma qualche informazione interessante dovrebbe arrivare anche dalle sim e dai numeri seriali dei cellulari.

I carabineri, guidati dal maggiore Fabio Melci, avrebbero già imboccato alcune piste importanti che potrebbero portare ai componenti della banda. L’ipotesi più probabile, visto il numero elevato di armi e la presenza di un passamontagna, che la banda stesse pianificando un colpo.

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