associazione libera

Il misterioso suicidio del medico Attilio Manca

OZIERI. Una platea attenta composta da più di 200 studenti delle classi III, IV e V dell’istituto tecnico Fermi e dei liceo classico, scientifico e scienze umane Segni, hanno assistito nel teatro...

OZIERI. Una platea attenta composta da più di 200 studenti delle classi III, IV e V dell’istituto tecnico Fermi e dei liceo classico, scientifico e scienze umane Segni, hanno assistito nel teatro Oriana Fallaci alla conferenza “Suicidate Attilio Manca” promossa dal presidio “Don Pino Puglisi di Libera Associazioni. Nomi e Numeri contro le mafie». A raccontare della figura del medico urologo morto in circostanze alquanto misteriose - dopo una prima ipotesi di suicidio per overdose - è stato il fratello Gianluca, magistrato. «Attilio non solo non faceva uso di sostanze stupefacenti, ma era mancino e dunque, se fosse stato lui a farlo, non si sarebbe iniettato la droga nel polso sinistro ma in quello destro». Manca potrebbe essere quindi una vittima della mafia, essendo stato componente dell’équipe che operò il boss Bernardo Provenzano nel novembre 2003 e, sebbene all’équipe non fosse stato rivelato il nome del paziente, Manca riconobbe il boss e divenne quindi un testimone pericoloso. L’incontro è stato occasione per la presentazione, da parte del professor Angelo Pala e di Francesca Sanciu di Libera, i dati raccolti dai questionari sulla legalità somministrati agli studenti a febbraio, che hanno dato

l’esito di un generale buon senso di legalità e giustizia, con una certa confusione in alcuni casi specifici che rendere necessario «un percorso di legalità nelle scuole che possa accompagnare i ragazzi nella conoscenza e nel discernimento di ciò che è legale e ciò che non lo è». (b.m.)

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