Sassari, cocaina in tribunale: blitz dei carabinieri con il nucleo cinofili

Al setaccio gli uffici in cui lavoravano i due autisti arrestati. Ispezionato anche l’archivio della Procura in via Fancello

SASSARI. Il blitz con i cani antidroga è scattato nel pomeriggio di venerdì scorso 17 marzoed è andato avanti per circa tre ore. Tanto è durata la ricerca da parte dei carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale negli ambienti ai quali avevano accesso Mauro Nicola Cuccuru, 56 anni, e Danilo Martini, di 54, entrambi sassaresi, gli autisti del tribunale arrestati dieci giorni fa con un chilo di cocaina rubata dall’ufficio corpi di reato del palazzo di giustizia di via Roma.

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Gli investigatori dell’Arma hanno ispezionato, con l’ausilio del gruppo cinofili di Abbasanta, diversi uffici del palazzo di giustizia di via Roma, per poi spostarsi in quelli di viale Umberto e successivamente nell’archivio della Procura in via Fancello.

È molto probabile che i carabinieri cercassero altra droga. Gli inquirenti sospettano infatti che i due autisti possano averne messa da parte dell’altra oltre a quella recuperata il giorno dell’arresto. Alle perquisizioni erano presenti anche il titolare dell’inchiesta, il sostituto procuratore Giovanni Porcheddu e i difensori dei due uomini che si trovano ancora nel carcere di Bancali con accuse pesantissime.

Le ricerche ieri sera non avrebbero dato i frutti sperati, ma potrebbero proseguire anche i prossimi giorni. Mauro Cuccuru e Danilo Martini dopo l’arresto avevano scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere davanti al gip Antonello Spanu nel corso dell’interrogatorio di garanzia. I carabinieri del nucleo investigativo comandato dal capitano Antonio Pinna li tenevano d’occhio da tempo.

C’era il sospetto infatti che qualcuno dall’interno del Tribunale avesse messo le mani su alcuni corpi di reato custoditi nell’apposito ufficio di via Roma. Gli investigatori avevano così deciso di monitorare alcune persone indicate come “sospette”e l’8 marzo scorso erano scattate le manette. Dipendenti “storici” del palazzo, e proprio per questo molto conosciuti, Cuccuru e Martini fino a qualche settimana fa erano degli insospettabili. Le indagini sul loro conto è tutt’altro che conclusa. C’è il sospetto che dall’ufficio corpi di reato sia sparita altra droga e che i due possono averla nascosta con l’intenzione di recuperarla in un secondo momento.

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