Il mio papà supereroe e la sua cabina telefonica

Un giorno, intorno a 8 - 9 anni, rispondo al telefono di casa e dall’altra parte della cornetta sento la voce di uomo adulto che urla e dice parolacce. Mi spavento e passo a mio padre il telefono,...

Un giorno, intorno a 8 - 9 anni, rispondo al telefono di casa e dall’altra parte della cornetta sento la voce di uomo adulto che urla e dice parolacce. Mi spavento e passo a mio padre il telefono, che lo prende e si chiude in bagno per rispondere. Dopo un po’ di tempo, che a me sembra un'eternità, viene fuori ridendo e rispondendo qualcosa come «Non si preoccupi, buona serata!». Gli ho chiesto cosa fosse successo e lui, in risposta: «Aveva sbagliato numero, pensava fosse quello di una pasticceria con cui ha avuto dei problemi».

Quando penso al motivo per cui ho scelto di fare lo psicologo, mi viene spesso in mente questo episodio. In quel momento mio padre, psicologo, è diventato per me una sorta di supereroe, con il potere di cambiare il “cervello” e le emozioni degli altri semplicemente parlandoci. Il bagno era la sua cabina telefonica e da allora ogni volta che ci entrava con il telefono in mano immaginavo che stesse "cambiando il cervello" di qualcuno con i suoi super poteri. È importante cogliere come siano i momenti apparentemente non importanti e significativi a creare le fondamenta dei vissuti e delle scelte di un bambino. I bambini osservano la realtà e, dal loro punto di vista, anche un numero di telefono sbagliato può avere sviluppi importanti.

Tra le varie forme e tipi di memoria, particolarmente interessante è la differenza tra quella “episodica” e quella “semantica”. La prima fa riferimento a ricordi relativi a specifici eventi situati nel tempo (quella volta che mio padre ha parlato al telefono); la seconda ad eventi senza coordinate spazio-temporali specifiche e fa riferimento, più che all’evento stesso, al significato che gli si può dare (quando di solito mio padre rispondeva al telefono). La memoria episodica conserva quindi le informazioni sensoriali ed emotive del ricordo vissuto. La mia emozione scatta al pensiero di quella telefonata, non a ciò che succedeva solitamente. Gli episodi importanti della nostra vita relazionale sono come le perle di una collana che descrivono ciò che noi siamo, nel bene e nel male, ed è da questi che si può partire per costruire un cambiamento.

Perciò domani fatevi un regalo.

Come figli, richiamate alla memoria un episodio in relazione a vostro padre, che è stato determinante per diventare ciò che siete. Da padri, smettetela di raccontarvi la stupidaggine che ad essere importante sia la qualità del tempo trascorso con i figli e non la quantità. Auguri babbi/papà!

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