La fortuna dei consapevoli nello sport e nella vita

Match Point, film di Woody Allen inizia con una pallina da tennis che viaggia da una parte all'altra del campo. Finchè non tocca la rete, lasciando lo spettatore in sospeso… punto a favore o contro?...

Match Point, film di Woody Allen inizia con una pallina da tennis che viaggia da una parte all'altra del campo. Finchè non tocca la rete, lasciando lo spettatore in sospeso… punto a favore o contro? La risposta emotiva a quell'evento (nel film rappresenta la metafora della vita del protagonista) è legata alla sorte; racconta la voce narrante: “con un po' di fortuna va oltre e allora si vince, oppure no e allora si perde”.

Non sono d'accordo! Le emozioni non sono legate tanto al 'dove' andrà la pallina, quanto al 'significato' che si dà al punto a favore o contro. Gli esseri umani infatti valutano i propri risultati in termini di causalità e tali valutazioni sono talmente importanti da influenzare non solo le reazioni emotive, ma anche i comportamenti futuri. Al punto che alcuni psicologi americani analizzano le interviste post partite dei giocatori offrendo consulenze agli scommettitori sui prossimi risultati. Discutibile uso della psicologia. Gli atleti infatti nello spiegare una loro prestazione positiva o negativa, adducono diverse ragioni: l'arbitro, la bravura dell'avversario, la fortuna o la sfortuna, dando informazioni sul loro stile di attribuzione di significato. In particolare sono tre le dimensioni di causalità nell'attribuire significato ad una prestazione:

- Direzione, le ragioni del successo o dell'insuccesso possono essere interne (proprie capacità) o esterne (ad esempio l'arbitro);

- Stabilità, la causa della prestazione è considerata più o meno stabile nel tempo;

- Controllabilità, quanto la persona sente di avere controllo sui fattori che determinano la sua prestazione.

Perciò non è significativo l'evento in sé, ma la valutazione cognitiva che l'individuo effettua nel tentativo di darsi una spiegazione dei fatti, attribuendoli a cause specifiche.

Ad esempio una persona “depressa” tenderà a leggere un evento negativo (una sconfitta) attribuendosi una responsabilità interna, considerandolo stabile nel tempo e con una bassa controllabilità. Allo stesso tempo leggerà un evento positivo non prendendosene il merito, ma attribuendolo all'esterno di sé (esempio fortuna), considerandolo non stabile nel tempo e non controllabile. Al contrario una persona “positiva” tenderà a considerare come interno, stabile e controllabile un evento positivo e sempre interno, ma non stabile e controllabile un evento negativo. La direzione infatti comporta emozioni collegate al senso di autostima; la stabilità

produce stati emotivi legati al tempo, come speranza e paura; il controllo genera sentimenti diretti verso gli altri, negativi o positivi. “Chi disse preferisco avere fortuna che talento percepì l'essenza della vita” afferma Allen all'inizio del film, “di chi non vuol pensare” aggiungo io.

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