Studenti in piazza contro il tirocinio: «Solo sfruttamento»

Alternanza scuola-lavoro, la protesta delle scuole superiori Troppe ore senza diritti e senza alcuna retribuzione

SASSARI. In centinaia, ieri mattina, hanno disertato le aule delle scuole superiori di Sassari e Alghero per protestare, con una manifestazione organizzata nei minimi dettagli e che si è svolta con un corteo e un sit-in nel centro cittadino, contro le modalità dell’alternanza scuola-lavoro. Le ragioni del dissenso sono legate a quello che i ragazzi definiscono un vero e proprio sfruttamento da parte delle aziende che hanno aderito al progetto della legge 107 - varata a suo tempo dal governo Renzi - senza che venga rispettata la sua ratio, cioè la formazione dei ragazzi che dovranno un domani entrare nel mondo del lavoro. «Finora si è trattato di un’esperienza negativa - afferma il rappresentante del collettivo studentesco interscolastico Sioux Lorenzo Tecleme -. Abbiamo raccolto testimonianze di persone, soprattutto degli istituti tecnico-professionali, che sono state chiamate a lavorare per 16 ore al giorno senza alcuna tutela. Gli studenti dei licei poi, quando “lavorano” in orario scolastico, devono recuperare il programma svolto magari in due settimane di assenza. Questo senza che nei luoghi di lavoro si impari davvero qualcosa. E senza retribuzione». Così, i ragazzi che dalla terza superiore sono obbligati a svolgere un tot di ore di lavoro in una azienda pubblica o privata, non solo hanno raccolto il malumore che serpeggiava in ciascun istituto ma hanno messo a punto una controproposta articolata in sei punti. È una sorta di statuto che regola l’alternanza da proporre in ciascuna scuola. Si parte dalla richiesta di una reale attività formativa per i ragazzi, di dignità e dell’osservanza dei diritti del lavoro, si parla poi di una sorveglianza sul curriculum etico delle aziende scelte dalle scuole come dei trasporti gratuiti per i pendolari che nel pomeriggio devono tornare in città. Gli ultimi due punti riguardano la possibilità, per gli studenti, di scegliere l’azienda dove svolgere il tirocinio e l’istituzione

di una commissione paritetica docenti-studenti per la messa a punto dell’elenco di aziende idonee. Ma i ragazzi si spingono più in là e chiedono una modifica della legge che imponga ai datori di lavoro di assumere, un domani, una parte degli studenti: «Così saranno davvero motivati a formarli».

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