L'ESPERTO RISPONDE - La sala slot trasforma la casa in un incubo

Schiamazzi e musica a tutto volume in piena notte. Ecco il punto di equilibrio tra la libertà di impresa e il diritto al riposo

Avvocato Bassu, la nostra casa si è trasformata da un paradiso in un inferno da quando hanno aperto un bar e sala giochi con dieci slot machines accanto: schiamazzi, musica a tutto volume dal primo mattino fino alle 2 di notte, sette giorni su sette. Abbiamo parlato del problema con il gestore, ma inutilmente. Ci siamo rivolti ai vigili urbani, ma inutilmente. Come possiamo indurre i vigili e i carabinieri a far rispettare le norme del vivere civile e porre fine a questo far west?

Tex Willer, se fossimo nel West, saprebbe sicuramente risolvere la vicenda; la legge utilizza regole civili per trovare un equilibrio tra le esigenze delle attività economiche e quelle generali del quieto vivere e tutto ciò senza disturbare la buona educazione.

Occorre premettere che i rumori assumono carattere illecito quando superano la soglia di normale tollerabilità così da recare pregiudizio alla tranquillità pubblica in quanto potenzialmente idonea a disturbare la quiete ed il riposo di un numero indeterminato di persone, ancorché non tutte siano state poi in concreto disturbate.

La problematica rappresentata dal nostro lettore va analizzata anzitutto sotto il profilo penalistico, dal momento che l’articolo 659 del codice penale punisce sia le condotte idonee a turbare la pubblica quiete mediante schiamazzi e abuso di strumenti sonori sia le turbative provenienti da un’attività rumorosa realizzata in violazione delle norme di legge e dell’autorità. La norma in esame, pur rientrando tra quelle che sarebbero dovute essere depenalizzate, non è stata toccata dai D.lgs. 7 e 8 del 2016 sicché deve ritenersi ancora operativa.

Nonostante sia necessario accertare tecnicamente il superamento della soglia, gli elementi forniti nel quesito parrebbero già dimostrare l’esistenza dei presupposti del reato per cui parrebbe opportuno presentare una denuncia all’Autorità giudiziaria affinché accerti l’eventuale criminosità del fatto.

La legge 447/95 oltre a prevedere dei limiti di intensità della musica (db), affida ai Comuni il compito di vigilare sulla loro osservanza ed applicare le sanzioni pecuniarie ai trasgressori nonché procedere all’eventuale inibitoria delle turbative a prescindere dagli aspetti penali.

È da dire che, pur variando da regolamento a regolamento comunale, l’orario notturno indicato parrebbe determinare l’illegittimità della diffusione sonora.

Da un punto di vista civilistico, l’art. 844 cod. civ. prende in considerazione le immissioni rumorose provenienti anche da attività commerciali sicché, pur autorizzata, l’attività del bar non può superare la soglia di normale tollerabilità nei rapporti di vicinato, tenendo conto di tutte le circostanze del caso concreto: condizione dei luoghi, rumore di fondo, durata delle immissioni.

In questo modo, si potrà agire in giudizio per chiedere l’inibitoria,

ossia la cessazione, delle molestie arrecate mediante le immissioni rumorose. Pertanto le strade che il lettore può percorrere sono varie ma dipendono dall’accertamento concreto dell’intensità del rumore, verificabile caso per caso.

Avvocato Giuseppe Bassu

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