Sassari, diabetologia al collasso: bloccate le prenotazioni

Il Cup risponde che le agende sono chiuse: prime disponibilità l’anno prossimo La paura dei pazienti è che il servizio dell’Aou possa essere cancellato del tutto

SASSARI. I diabetici che chiamano il Cup per prenotare una visita di controllo negli ambulatori del servizio dell’Azienda ospedaliera universitaria di Sassari si sentono rispondere dagli operatori che al momento le agende sono chiuse. In teoria le prime possibilità di essere ricevuti dai medici specialisti si aprirebbero l’anno prossimo. Una prospettiva inaccettabile per chi, alle prese con una malattia cronica non semplicissima da gestire, deve ricorrere spesso alla consulenza sanitaria. A partire dalla prescrizione dell’insulina, un farmaco considerato salvavita.

Le motivazioni che hanno portato a una situazione definita dai pazienti catastrofica non sono chiare. «Si parla di soppressione di una delle diabetologie per volontà della direzione - si legge in un comunicato diffuso dall’Adms Onlus di Sassari, l’associazione che rappresenta i malati di diabete mellito -. Un’altra teoria è che un medico è stato trasferito senza sostituzione e quindi quelli rimasti non possono rispondere a tutte le richieste». Di sicuro il personale in servizio al piano terra del palazzo Clemente in viale San Pietro è in grave sofferenza. Basta dare un’occhiata al corridoio esterno che funge da sala d’attesa in una mattinata qualunque per capire che c’è qualcosa che non va. Decine e decine di persone, di Sassari ma anche provenienti dai centri del territorio, devono attendere ore per essere ricevuti dai medici. Addirittura, dicono i malati «senza appuntamento, non c’è visita e senza visita non c’è insulina che è un farmaco salvavita. Si potrebbe parlare di interruzione di pubblico servizio?».

I diabetici non sanno se ci siano gli estremi per un reato ma certamente non sanno come ottenere quanto per loro è indispensabile. Normalmente ogni tre mesi devono recarsi dal diabetologo. Le file sono lunghissime e quindi, ogni volta, si trascorre la mattinata in fila. Poi finalmente la ricetta con le prescrizioni. Con quella bisogna andare alla farmacia della Asl o territoriale.

«La diabetologia dell’università di Sassari - afferma senza mezzi termini il presidente dell’associazione Michele Calvisi - non è in condizioni di garantire la continuità della cura e dell’assistenza alle tante persone che usano il microinfusore e il sensore, in quanto il medico specialista è stato trasferito. Inoltre per ritirare i presidi una parte di noi deve rivolgersi alla farmacia del territorio e una parte alla farmacia dell’Asl e con una lunga fila di mezzo. Se invece quest’ultima è chiusa, bisogna tornare un’altra volta e, di nuovo, fare la fila. Se abiti a Sassari il disagio sono le due mattinate di fila, se sei di un paese vicino ci devi aggiungere i viaggi. I diabetici si sono sempre lamentati di questa Via Crucis, ma almeno avevano una prospettiva

di cura». Adesso la paura è che il servizio dell’Aou (c’è anche quello Asl al palazzo rosa) venga cancellato. Sono state accettate prenotazioni di visite sino a luglio, da quel periodo in poi le agende risultano chiuse. I pazienti sono preoccupati e attendono risposte dalla direzione aziendale.

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