Il parco di Casa Serena rifiorisce per la città

Grazie al lavoro dei migranti dei centri di accoglienza il giardino ripulito sarà inaugurato sabato

SASSARI. L’integrazione fiorisce nel parco di Casa Serena, rimesso a nuovo e abbellito grazie al lavoro di tredici migranti ospitati nei centri di accoglienza sasaresi. Il parco, offrendo un’anteprima esclusiva della manifestazione “Sassari in fiore”, in programma a metà maggio, si aprirà alla città sabato mattina alle 10, con una cerimonia ufficiale alla quale parteciperanno il sindaco Nicola Sanna, l’assessora alle Politiche sociali, Monica Spanedda e l’assessore alle Politiche ambientali, Fabio Pinna. Proprio l’assessora Spanedda ieri mattina, davanti alla commissione Ambiente di Palazzo Ducale, presieduta da Lisa Benvenuto, ha illustrato ai consiglieri il progetto che ha coinvolto i tredici ragazzi provenienti dall’Africa.

I migranti che con il loro lavoro hanno ripulito i sentieri, potato le siepi e aggiustato le panchine del parco, sono arrivati in Sardegna dalla Costa d'Avorio, dal Senegal, dalla Repubblica di Guinea e dalla Nigeria. Sono stati selezionati dai gestori dei centri di accoglienza che li ospitano (via Planargia, Pime di via Solari e Pagi di via Predda Niedda). Hanno un’età compresa fra i 18 e i 30 anni, e sono tutti in attesa di una risposta da parte della commissione territoriale per i migranti di Cagliari, in relazione al riconoscimento di protezione internazionale in Italia.

Per far risplendere il parco di Casa Serena e restituirlo alla città (sarà fruibile tutti i giorni dalle 10 alle 12,30 e dalle 16 alle 20), i migranti sono stati coinvolti in un progetto organizzato in stretta collaborazione tra gli assessorati Politiche sociali e Ambiente, la Coopas, la cooperativa sociale Sdp Servizi e con il contributo dell’associazione Mama Terra e di Theatre en vol. «Si tratta di un progetto con diversi risvolti positivi che ha creato un bellissimo rapporto tra ragazzi e ospiti. Il parco, così, è stato recuperato a beneficio degli ospiti e, adesso, già da sabato, potrà essere restituito alla città – ha detto l’assessora Monica Spanedda –. La riapertura del parco sarà un’occasione per testimoniare il giusto tributo che merita questo importante e impegnativo lavoro fatto da tutti».

Alla pulizia

del parco infatti hanno contribuito anche gli anziani di Casa Serena, che hanno accolti con entusiasmo i migranti, trasmettendo loro amicizia, conoscenza e anche qualche segreto su come curare le piante, rivitalizzarle o fare piccoli e utili lavori di manutenzione edile e di falegnameria.

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