Sequestro Pinna-bis giudizi separati per Manca e Faedda

Via al processo di secondo grado per l’allevatore di Giave Per l’altro imputato l’arrivo in aula è previsto il 14 luglio

SASSARI. Si separano i destini dei due condannati in primo grado nel processo bis per il rapimento di Titti Pinna, l’allevatore di Bonorva che era stato prelevato nella sua azienda di “Monti Frusciu” da un commando di banditi e poi tenuto prigioniero per 8 mesi in un ovile di Sedilo. Ieri mattina davanti al collegio della corte d’appello presieduto da Plinia Azzena si è aperto il processo per Antonio Faedda, 46 anni, nato a Grossetto ma residente a Giave, condannato il 3 dicembre 2015 a 25 anni di reclusione dai giudici della corte d’assise di Sassari. Per Giovanni Maria “Mimmiu” Manca, 55 anni di Nuoro e residente a Bonorva, condannatro a 28 anni, il processo d’appello comincerà invece il 14 luglio. La decisione è stata presa dopo che il suo nuovo legale - l’avvocato Pasqualino Federici (che ha preso il posto di Salvatore Desole che lo aveva difeso in primo grado) ha chiesto un rinvio per ragioni di salute.

Ieri, quindi, il processo d’appello è iniziato solo per Antonio Faedda, difeso dall’avvocato Gian Marco Mura che in apertura ha anche preannunciato l’intenzione di presentare istanza di ricusazione per i giudici Plinia Azzena e Massimo Zaniboni che avevano fatto parte del collegio che in primo grado aveva condannato Salvatore Atzas (a 30 anni) e Natalino Narranca (17, poi assolto in Cassazione). La presidente ha annunciato che comunque il processo va avanti e ha già fissato i prossimi due appuntamenti: il 5 giugno per l’intervento del procuratore generale Gabriella Pintus e il 9 giugno per l’arringa dell’avvocato Gian Marco Mura. Poi, fatte salve eventuali repliche, la corte si ritirerà per la sentenza.

L’udienza di ieri è stata dedicata interamente alla relazione del giudice Massimo Zaniboni che ha ripercorso in oltre 50 pagine la drammatica vicenda del sequestro di Titti Pinna e i vari passaggi di una inchiesta complessa che ha avuto due fasi (la prima ha portato davanti ai giudici Atzas e Barranca) e la seconda con Manca e Faedda, già condannati in primo grado e ora alle prese con il processo d’appello. A giudicare da quanto emerso ieri, verterà, per l’allevatore di Giave, soprattutto sulla ricostruzione della mappa delle celle telefoniche agganciate (e quindi sul percorso fatto da Faedda nei momenti cruciali del sequestro di Titti Pinna), sui riscontri relativi alla giornata trascorsa da Faedda quel 19 settembre del 2006 e sul fatto che - secondo l’avvocato Mura - il suo assistito non avrebbe avuto mai alcun contatto con esponenti dell’area sedilese coinvolti a vario titolo nella vicenda del sequestro dell’allevatore di Bonorva.

Manca e Faedda erano stati condannati insieme nel dicembre di due anni fa,

e ora verranno giudicati separatamente. Si dividono i loro percorsi, e anche le decisioni dei giudici arriveranno in momenti diversi. Nel senso che Manca sarà giudicato quando saprà già come è andata a finire in appello per Antonio Faedda. Appuntamento il 5 giugno con l’intervento dell’accusa.

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