L'Aou di Sassari: sarete spiati anche in bagno. Ma è una bufala

Una falsa direttiva scatena il panico: «Videosorveglianza ovunque, dipendenti controllati». Distribuita ai primari con firma fasulla del direttore generale, e i sindacati ci cascano

SASSARI. Ladri d’identità, sabotatori o sprovveduti buontemponi mandano in subbuglio per una sera l’Azienda ospedaliero universitaria di Sassari. Tutto inizia nel pomeriggio, quando i responsabili e coordinatori delle unità operative Aou ricevuno una email contente una circolare che detta regole ferree per l’utilizzo dei pc aziendali e di internet e annuncia l’inizio di un regime di stretta videosorveglianza su tutti i dipendenti e in tutte le strutture ospedaliere, compresi ambulatori, sale d’attesa, bagni. Misure che, se vere, scavalcherebbero le norme sulle videosorveglianza, lo statuto dei lavoratori e le disposizioni specificate in materia di privacy dal Garante per la protezione dei dati personali. La circolare, con tanto di numero di protocollo e intestazione della direzione generale dell’Aou, porta in calce le firme di Nicolò Orrù, direttore sanitario, Lorenzo Pescini, direttore amministrativo e Antonio D’Urso, direttore generale. Ma è un falso.

«È un documento contraffatto che né io né i colleghi abbiamo mai scritto o firmato», spiega D’Urso. Intanto la falsa circolare getta lo scompiglio fino a sera in tutta l’azienda, sollevando anche le proteste dei sindacati. I segretari territoriali di Cgil Fp, Salvatore Terrosu, Cisl Fp, Antonio Monni, e Dario Cuccuru, Uil Fp immediatamente contestano il documento e inviano una nota alla dirigenza, chiedendo la sospensione del provvedimento e la convocazione urgente di un tavolo di concertazione.

«Oggi sono stato tutto il giorno a Cagliari, quindi non ho mai emesso quella circolare», precisa ancora a fine serata il direttore generale dell’Aou. «Appena sono stato informato dell’esistenza di quel documento contraffatto mi sono messo in contatto con la questura e domani mattina presenterà una denuncia contro ignoti. Allo stesso tempo avvieremo un’indagine interna per cercare di capire come e da chi sia stata generata e diffusa quella falsa circolare – continua il direttore generale –. Sono preoccupato per la gravità del fatto, non per il contenuto del documento, che è evidentemente una disposizione improponibile, sia perché non rispetterebbe le leggi, sia perché l’Azienda non ha certo i fondi per installare videocamere ovunque».

La circolare fasulla disegnava scenari da Grande Fratello per le strutture Aou, giustificando le misure adottate come necessarie per garantire la sicurezza del personale e dell’utenza. Il documento avvisava tutti i responsabili e coordinatori delle unità operative, informandoli che, per ragioni di sicurezza appunto, ogni loro istante trascorso sul posto di lavoro sarebbe stato videoregistrato. Un controllo maniacale che sarebbe stato riservato anche all’utenza. Ai dipendenti è prospettato una sorta di decalogo per l’utilizzo dei pc, vietando l’uso personale delle macchine, e precisando che per utilizzo personale si intende «la ricerca di siti per svago, divertimenti, giochi, viaggi, ricette, sport ecc».

Per essere più convincente, la circolare spiega ai dipendenti che i sistemi informatici sono già stati modificati per essere in grado di «rilevare orario di collegamenti non consentiti, dei quali abusi sarà ritenuto responsabile e sanzionato tutto il personale in quel momento in servizio, specie nelle ore notturne, nel singolo reparto».

Non solo, il falso documento precisa anche che «le singole postazioni pc sono state

modificate consentendo la registrazione vocale degli ambienti». E quindi prosegue annunciando che si renderà necessario a breve l’installazione di videocamere nascoste nei luoghi comuni, sale d’attesa, studi medici, spazi infermieristici». Tutto falso, tutto inventato e spedito a ogni reparto.

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