Fotovoltaico, Eni procede e il territorio sta in silenzio

Cossu (Pd): «Il M5S batta un colpo, niente impianti senza rispetto degli impegni» Sull’albo pretorio del Comune l’annuncio: presentazione il 31 maggio alle 14,30

PORTO TORRES. Sull’albo pretorio del Comune è pubblicata la data di presentazione al pubblico (31 maggio alle 14,30 al Museo del Porto) dello studio di impatto ambientale relativo al progetto per la realizzazione di un impianto fotovoltaico da 31 Megawatt da parte di Eni. Il progetto è suddiviso in due sezioni - rispettivamente di 17 Mwp e di 14 Mwp da realizzarsi in due fasi temporalmente distinte: moduli fotovoltaici che saranno installati su appositi supporti metallici di sostegno e fissati su zavorra a terra mediante plinti in calcestruzzo; 2 cabine elettriche principali, una di connessione ed una di distribuzione connesse tra loro attraverso una linea in media tensione a 15kV, e 13 Power Station da cui si dipartono le linee in media tensione di collegamento alla cabina di connessione con collegamento elettrico in media tensione alla rete interna Versalis. Le aree in cui verrà installato l’impianto fotovoltaico sono interamente di proprietà di società del gruppo Eni - ossia Syndial e Versalis - e ricadono all’interno di siti industriali. Il progetto in questione è però fortemente osteggiato da diversi esponenti del Pd - cominciando dal senatore Silvio Lai - che hanno invitato formalmente la Regione a non accettare la realizzazione di altri campi fotovoltaici nel Nord-Ovest dell’isola senza chiari e reali benefici per il territorio. L’atteggiamento di Eni è infatti considerato inaccettabile sia nella forma e sia nella sostanza, soprattutto in considerazione del fatto che nel territorio di Porto Torres i protocolli relativi ai progetti industriali (Progetto chimica verde e bonifiche) sono rimasti da tanto tempo lettera morta nonostante gli accordi sottoscritti a più riprese da politica e parti sociali. Sull’argomento è molto critica anche la posizione del consigliere comunale del Pd Massimo Cossu, che richiama all’attenzione pure la presidenza della commissione consiliare Attività produttive per organizzare una riunione e poter così discutere su quanto si decide in questo territorio. «Penso che sia chiaro a tutti che nessun impianto deve essere realizzato senza la firma del nuovo protocollo sulla chimica verde – dice Cossu –, ovvero lo strumento che deve consentire al territorio di ottenere da Eni investimenti sostitutivi a quelli previsti nel precedente documento e mai attuati». Eni sta chiedendo di fare un grosso impianto fotovoltaico e nel frattempo non ha mai dato risposte alle richieste formulate nel luglio scorso, per costituire all’interno della stabilimento della Marinella centri di ricerca e sviluppo per nuove tecnologie, coinvolgendo decine di ricercatori del territorio. Da una parte il silenzio della multinazionale, troppo lontana dalle esigenze manifestate a più riprese dall’Area di crisi, e dall’altra gli interrogativi che - secondo Cossu -, portano un impianto di tale portata per il territorio: «Potrebbe diventare un inutile scempio per le nostre aree? Rappresenterebbe una via di serio e duraturo sviluppo? Darebbe

una risposta alle richieste di prospettive e investimenti?. Attendiamo da parte dell’amministrazione pentastellata una presa di posizione su queste, come su tante altre domande che riguardano nello specifico l’emergenza lavoro, sempre che abbiano una minima idea di cosa si stia parlando».

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