Dopo il carcere tra paure e possibilità

Da venerdì esperti a confronto nel convegno “prigione e territorio” dedicato a reinserimento, detenzione e giustizia

SASSARI. Anni di detenzione per espiare la pena, ma quando arriva il momento di uscire dal carcere c’è sempre il timore del ritorno in società. Da una parte c’è un uomo che ha trascorso tanto tempo in una realtà difficile, dall’altra una comunità spesso impreparata ad accoglierlo e al centro le istituzioni pubbliche da cui dipende il buon esito della sua reintegrazione. Esiste, oggi, un sistema che consenta ai detenuti di prepararsi al ritorno alla normalità? Quali strumenti possono essere usati per facilitare quel percorso? Che tipo di risorse può mettere in campo lo stato per varare quei progetti di recupero?

Domande importanti, alle quali tenterà di rispondere un qualificato team di esperti che venerdì e sabato prossimi siederanno attorno a un tavolo per affrontare un tema delicato. Tema al centro dell’importante convegno “Prigione e territorio, percorsi di integrazione dentro e fuori le carceri”, che vede insieme Comune, Università e Ordine forense.

L’iniziativa, preceduta e seguita da un fitto calendario di eventi collaterali, è stata presentata ieri alla stampa, nella sala conferenze di Palazzo ducale, dal sindaco Nicola Sanna affiancato dal garante per i detenuti Mario Dossoni, Esmeralda Ughi, presidente del consiglio comunale, Zena Orunesu dell’Ordine forense e Emanuele Farris, delegato del rettore per i rapporti con gli istituti di pena. Il fenomeno a cui bisogna far fronte è quello della recidiva se è vero, come ha rimarcato Mario Dossoni, che in Italia il 67 per cento degli ex detenuti tende a rimettersi nei guai, a fronte di valori più bassi, come in Francia, dove la percentuale scende al 43 e in altri paesi europei perfino al 23 per cento.

Il lavori del convegno si apriranno venerdì 26 maggio, alle 15.30, nell’aula Segni di viale Mancini, dopo il saluto delle autorità, previsti interventi di Paola Sechi (Università) e Mario Dossoni (Comune), coordina Esmeralda Ughi. Alle 16, introduce i lavori Maria Grazia Piras, assessora regionale all’Industria. Alle 16.15, Vincent De Gaetano, Corte Europea dei Diritti dell’uomo: “Condizioni detentive e Corte Europea dei Diritti dell’uomo”. Alle 17, Riccardo De Vito, magistratura di sorveglianza: “Esecuzione della pena e misure alternative”, alle 17.30, Patrizia Patrizi (Università): “Per una nuova giustizia di comunità”. Alle 18, la tavola rotonda: “Alternative alla carcerazione e impegno delle comunità locali”, coordina l’assessora Maria Grazia Piras, partecipano Emiliano Deiana, presidente Anci Sardegna, Rosanna Carta direttrice regionale Uepe (ufficio esecuzione pena), Amalia Cherchi (assessore al Personale del Comune), Gavino Sini, presidente della Camera di commercio, Pierluigi Pinna, presidente Confindustria centro nord Sardegna, Battista Cualbu, presidente Coldiretti Sardegna, e Gavino Soggia presidente territoriale Confcooperative.

Si prosegue sabato 27 maggio, nell’aula magna dell’Università, coordina la sessione Emanuele Farris (Università). Alle 9, Antonio Vallini (Università di Firenze): "La formazione universitaria come opportunità di trattamento: l’esperienza dei poli universitari", alle 9.30, Nicola Cirillo, Consiglio nazionale forense: “Il ruolo dell’avvocato nell’esecuzione della pena”. Alle 10, Giuseppe Ongaro, (Lavoro&Futuro srl): “Porte aperte al lavoro in carcere”, a seguire, alle 10.30, Patrizia Incollu (direttore del carcere): “Il lavoro all’interno del carcere strumento di riabilitazione e reintegrazione sociale”.

Alle 11, la tavola rotonda: “Esperienze e prospettive di lavoro nell’esecuzione penale esterna”, coordina la giornalista Daniela Scano (La Nuova Sardegna), partecipano Agostino Loriga, consorzio Andalas de Amistade; Costantino Spada, cooperativa

Baronia verde; Michele Ruiu, rete Fainas, Monica Spanedda, assessora ai Servizi sociali del Comune; Angelino Olmeo, imprenditore; don Gaetano Galia, cappellano del carcere e Ilaria Manca (2M Agricola).

La conclusione è affidata a Paola Sechi dell’Università e al garante Mario Dossoni.

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