Sassari, niente reagenti: all’Aou saltano i test per i tumori 

Il laboratorio di analisi ha esaurito le scorte, mancano anche alcuni antibiotici.  Nei reparti bloccati i protocolli: impossibile fare diagnosi e individuare infezioni

SASSARI. Il laboratorio di analisi dell’Aou di Sassari ha esaurito le scorte di reagenti e nei reparti dell’azienda ospedaliera universitaria saltano tutti i protocolli di sicurezza sanitaria.

Non solo, nelle corsie mancano anche alcuni antibiotici, non reperibili nella farmacia ospedaliera. Da martedì scorso sui pazienti che vengono ricoverati non possono essere effettuati i test necessari per individuare un’eventuale infezione in corso e per formulare una corretta diagnosi delle malattie.

Medici e infermieri devono quindi fare a meno della scienza e improvvisarsi stregoni, sia per azzeccare la terapia giusta, sia per sperare che nei reparti non si scatenino epidemie batteriche.

L’emergenza è iniziata cinque giorni fa, quando ai reparti è arrivata una comunicazione del direttore del Laboratorio analisi chimico-cliniche e microbiologia: «Buon giorno, si comunicano i test che con possono essere erogati per mancanza di reagenti», e giù una lunga lista di reagenti indecifrabile per i profani, ma che ha fatto venire i brividi a chi quotidianamente lavora in ospedale a contatto con i degenti.

Il laboratorio di analisi non ha disponibilità di reagenti di massima importanza, senza i quali non si possono effettuare test fondamentali sui pazienti che arrivano in reparto con un foglio di ricovero dal pronto soccorso: impossibile avere conferma dalle analisi per sapere se le persone ricoverate abbiano infezioni da micoplasmi urogenitali; infezioni contagiose da batteri come Klebisiella e Clostridum, che già in passato hanno scatenato il panico in tutta l'azienda ospedaliera; impossibile determinare la concentrazione di cromogranina nel sangue, un marcatore specifico che consente di identificare la presenza di alcune tipologie di tumori; test negati anche per stabilire l’insorgenza di ipertensioni secondarie attraverso l’analisi della catecoloamine; e se in reparto arriva un paziente con i sintomi della sifilide, è impossibile accertarsene perché il test Vdrl che si utilizza proprio per diagnosticare questa malattia, è nella lista nera degli indisponibili; niente prove per valutare il livello di eritropietina, importante indicatore di anemia; stop anche alle analisi che permettono di diagnosticare la celiachia, di svariati tipi di malattie autoimmuni altamente debilitanti, e per il controllo della produzione di diversi ormoni che sono indice di molte patologie, spesso tumorali. Tutte queste analisi sono bloccate da martedì, e non si sa ancora per quanto tempo lo resteranno.

Ma la mancanza di reagenti al laboratorio analisi dell'Aou sassarese

è solo uno dei problemi che minano l’operatività dei reparti ospedalieri e la salute dei pazienti: da giorni i medici non possono somministrare alcuni tipi di antibiotici specifici perché la farmacia ospedaliera ha gli scaffali vuoti e non c’è possibilità immediata di riassortire le scorte.

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