Lido Iride, nel bando l’ok alle demolizioni 

A giorni la Regione darà il via alla nuova gara rivolta a investitori privati Il 64 per cento della cubatura esistente potrà essere abbattuta e ricostruita

SASSARI. La rivoluzione di Platamona è cominciata. Il litorale amato dai sassaresi cambia pelle, si sveste del grigiore dell’asfalto e indossa l’ocra delle nuove pavimentazioni e il bianco candido dei nuovi chioschi sull’arenile. Al primo pettine prendono forma il nuovo parcheggio, i marciapiedi luccicanti, le pietre di Orosei e le nuove alberature.

Tutto cambia, tranne un tassello grande 16mila metri quadri: il lido Iride. Senza una soluzione definitiva per quelle macerie, a Platamona non sarà mai vera rivoluzione. Sarà per questo che nel trentennale del declino del vecchio stabilimento balneare, si scommette ancora una volta sulla rinascita. Ancora una volta Regione, Agenzia del demanio e Comune di Sorso tentano di liberarsi dalla maledizione dell’Iride con un nuovo bando per una gestione ventennale che verrà pubblicato nei prossimi giorni.

Nuovo bando. All’assessorato regionale degli Enti Locali è tutto pronto. L’obiettivo del settore guidato da Giovanni Antonio Carta è lasciarsi alle spalle una volta per tutte il degrado dell’immobile. E con il mercato che ristagna e la liquidità che scarseggia, si è pensata una formula molto aperta che possa fare breccia negli imprenditori. E per concretizzare la rinascita dell’Iride sono stati previsti anche interventi di demolizione e ricostruzione del complesso, promuovendo la messa in sicurezza, riqualificazione e destinazione ad attività turistico ricreative e complementari alla balneazione. «La procedura di evidenza pubblica – sottolinea l’assessore regionale degli Enti locali, Cristiano Erriu – è il frutto di una proficua e innovativa collaborazione tra l’Agenzia del demanio e il Comune. Per troppo tempo la struttura è rimasta in balia del degrado, ora potremo valorizzarla come merita e restituirla non solo al territorio ma anche ai tanti turisti che visitano quella costa». Canone progressivo. La prima novità riguarda il canone della struttura, che sarà determinato in due fasi. Infatti, l’importo a base dell’asta, 8.200 euro, verrà determinato considerando la spiaggia immediatamente utilizzabile per servizi alla balneazione, come gli ombrelloni e le sdraio. Si tratta di circa 6.500 metri quadri, che costituiranno anche la base di calcolo del canone su cui operare il rialzo di gara e, fino al completamento e collaudo delle opere di riqualificazione, la base di calcolo del canone annuale (che non potrà mai essere inferiore a quello di aggiudicazione). Successivamente il concessionario avrà un anno di tempo per presentare un progetto di recupero e di riqualificazione del complesso. E il canone verrà ricalcolato soltanto dopo la realizzazione delle opere.

Ok alle demolizioni. Altra novità è data dalla possibilità di mantenere e quindi recuperare una quota degli attuali fabbricati non inferiore al 36 per cento. Significa che le volumetrie potranno essere ridotte fino al 64 per cento dell’esistente: il bando prevederà la possibilità di presentare un progetto con interventi di demolizione. Il nuovo corso del lido Iride finirà quindi al privato che sceglierà il miglior mix tra rialzo sulla base d’asta e la volumetria da mantenere. Senza dimenticare che la percentuale di mantenimento dell’attuale consistenza e cubatura rappresenta un elemento di premialità nell’aggiudicazione.

I precedenti. Il primo tentativo strutturale di recupero della struttura balneare risale al 2010, quando l’amministrazione comunale sorsense aveva impacchettato la riqualificazione del lido Iride insieme a quella di Platamona. La prima prevedeva una finanza di progetto; la seconda veniva garantita dall’accordo di programma con la Regione da 9 milioni di euro. Per raggiungere l’obiettivo venne lanciato un concorso di idee internazionale. Il discorso finì molto male: il secondo classificato impugnò la graduatoria davanti al Tar, che gli diede ragione parlando di «totale inattendibilità dell’operato dell’amministrazione comunale». Metabolizzato il colpo, il Comune ci riprovò due anni più tardi. E infatti, l’ultimo tentativo, avviato sempre insieme alla Regione, risale al 2012 e non è andato a buon fine. Dopo un altro anno di proroghe e tentennamenti, l’unica ditta che presentò
un’offerta per l’Iride venne esclusa perché non rispettava le prescrizioni del bando.

Tra pochi giorni, invece, verrà lanciato l’ultimo tentativo per far rinascere il compendio balneare. E se non dovesse funzionare, potrebbe farsi largo il piano B: la demolizione delle macerie.

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