Amianto nella scuola di Sennori: lo Spresal sanziona la preside 

Multa di 1300 euro per Ivana Camboni: «Non verificò l’idoneità dell’impresa al montaggio delle Lim». Ma ci sono altre irregolarità di cui risponde il Comune: entro 180 giorni dovrà fare le manutenzioni

SENNORI. «Non ha verificato l’idoneità tecnico professionale dell’impresa esecutrice per i lavori di posa di quattro lavagne multimediali, non considerando che dovevano essere installate su pareti costituite da materiale contenente amianto». È con queste parole che il servizio Prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro dell’Assl di Sassari (Spresal) ha sanzionato la dirigente dell’istituto comprensivo di Sennori, Ivana Camboni, con una multa di circa 1.300 euro dopo aver concluso gli accertamenti nella scuola media di via Alghero. I tecnici avevano effettuato tre diversi sopralluoghi lo scorso mese di maggio rilevando una serie di criticità per le quali ora il Comune è chiamato a rispondere.

Il caso amianto era scoppiato all’indomani dei lavori di montaggio delle Lim scatenando i timori delle famiglie, le quali avevano ascoltato le rassicurazioni della dirigente – che oggi preferisce non commentare la vicenda – e dell’amministrazione comunale. Nel frattempo erano partite le indagini dei carabinieri di Sennori, guidati dal comandante Giuseppe Innocenti.

La fotografia fatta dai tecnici dello Spresal restituisce l’immagine di un edificio scolastico colabrodo, almeno dal punto di vista della sicurezza negli ambienti di lavoro. Sono infatti numerose le irregolarità riscontrate sia all’esterno sia all’interno dell’istituto di via Alghero. Il tour delle criticità inizia dal cortile con un pannello di cemento-amianto lesionato e vari pannelli forati e scrostati in superficie. E continua con la vernice scrostata nelle pareti dei bagni e le lesioni nei pannelli in cemento-amianto nell’aula della 1° B, e nel bagno e nell’antibagno della palestra scolastica. Altri pannelli forati sono stati scovati all’interno delle aule che ospitano il laboratorio di ceramica, quello di scienze, e altre sette stanze. E ancora, l’archivio, la stanza e l’archivio del direttore amministrativo, la stanza dell’assistente alla segreteria, la sala professori, i corridoi e le bidellerie nei vari piani dell’edificio. Inoltre, lo Spresal ha segnalato problemi nel soffitto del laboratorio di ceramica, la stanza che ospita il forno, e nel bagno della palestra nei quali mancano i palli di confinamento della lana di roccia.

Inoltre, il servizio di prevenzione e sicurezza dell’Assl sassarese in una nota inviata al Comune sottolinea che non sono presenti barriere protettive atte a evitare lo sfregamento degli arredi contro le pareti in materiale contenente amianto. E aggiunge – citando il decreto ministeriale del 6 settembre 1994 – che «nonostante l’esito negativo dei monitoraggi ambientali per verificare l’eventuale presenza di fibre di amianto aerodisperse, lo stesso non può rappresentare da solo un criterio adatto per valutare il rilascio di fibre di amianto in quanto consente essenzialmente di misurare la concentrazioni di fibre presenti nell’aria al momento del campionamento senza ottenere alcuna informazione sul pericolo che l’amianto possa deteriorarsi o essere danneggiato nel corso delle normali attività».

Ora l’amministrazione comunale, guidata dal sindaco Nicola Sassu, ha 180 giorni di tempo per rimediare a tutta una serie di irregolarità. Una volta conclusi i lavori di manutenzione, lo Spresal effettuerà un nuovo sopralluogo e se le opere dovessero risultare in ordine, verrà con tutta probabilità comunque comminata una sanzione.
«Quantificheremo il costo degli interventi riguardo alle prescrizioni impartite dallo Spresal e procederemo a sanare le criticità – commenta il primo cittadino –. Inoltre chiederemo un incontro con i tecnici dell’Assl per verificare la sicurezza e l’idoneità dell’edificio scolastico».

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