polemiche a viddalba 

Puc in porto tra i malumori: la minoranza non vota

VIDDALBA. L’adozione del Puc avvenuta nell’ultimo consiglio comunale con i soli voti della maggioranza, ha acceso un’aspra polemica da parte dei consiglieri di minoranza, che hanno affidato a un...

VIDDALBA. L’adozione del Puc avvenuta nell’ultimo consiglio comunale con i soli voti della maggioranza, ha acceso un’aspra polemica da parte dei consiglieri di minoranza, che hanno affidato a un comunicato stampa inviato alla Nuova tutto il loro disappunto sulla gestione e la votazione dell’importante strumento urbanistico comunale. «Troviamo ridicolo - scrive il capogruppo di minoranza Andrea Cannas - che l’assessore all’Urbanistica Angelo Deiana, abbia accusato la minoranza di non aver a cuore le sorti del Paese e di avere un tornaconto sul Piano urbanistico, perché sicuramente dimentica che nella sua maggioranza quattro consiglieri su nove hanno interessi diretti sulle nuove zone edificabili». «Infatti - riporta il comunicato stampa inviato alla Nuova - su circa 288mila mq di nuove zone edificabili categoria C (espansione urbana) più di l00mila mq, sono riferibili direttamente ad alcuni consiglieri di maggioranza. Ed è per questo - rincara la dose Cannas - che diversi consiglieri di maggioranza hanno dovuto alzarsi dai banchi del consiglio al fine dell’adozione delle nuove zone F (turistiche) e così anche per le zone D (industriali, artigianali e simili). Inoltre la votazione di un unico ordine del giorno (relativo all’adozione del Puc), è stata frazionata in undici espressioni di voto dando luogo a una passerella di consiglieri, assessori e sindaco che uscivano e rientravano in aula consiliare, perché per l’adozione di alcune aree non potevano votare essendo in conflitto d’interessi. Però ovviamente, secondo l’assessore Deiana, è stata la minoranza ad avere interessi personali dato che non ha votato il Puc e si è seduta nelle sedie che ospitano i cittadini. Inoltre - spiega il consigliere Cannas - invitiamo la maggioranza a dare una spiegazione plausibile riguardo l’aumento della Tari a fronte dell’istituzione di un info-point per l’accertamento dei tributi evasi, che costa al cittadino viddalbese circa 25mila euro, e che si tramuta in un aumento del 30% di spesa per i cittadini per lo smaltimento
della nettezza urbana. Vorremo che spiegasse ai cittadini di Viddalba se è normale caricare la spesa di un servizio di informazione, che peraltro è garantito eccellentemente dall’organico in dotazione all’ente, con un aumento del 30% sulla tassa rifiuti».

Giulio Favini

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