Traghetti vietati ai cavalli: «Grave danno all’economia»

Interrogazione del consigliere regionale Gaetano Ledda sull’impossibilità di imbarcare i van Gli animali non potranno partecipare a eventi e concorsi ippici fuori dalla Sardegna per tutta l’estate

OZIERI. Cavalli fermi al porto quest’estate in Sardegna, dove il divieto di imbarco dei mezzi di trasporto degli equini imposto dalla compagnia di navigazione Tirrenia sta bloccando gli scambi, dando un duro colpo al settore dell’allevamento equino. Il divieto, che nello specifico riguarda le tratte per Palermo, Civitavecchia e Genova, sta di fatto bloccando il comparto, che si trova impossibilitato a inviare cavalli nella Penisola per partecipare a eventi, altri concorsi, ma anche per altre esigenze allevatoriali. Un problema non nuovo, per la verità, che era stato segnalato già nel novembre 2016 per la tratta Olbia-Civitavecchia da alcuni proprietari di cavalli e ditte di trasporto animali che lamentavano l’impossibilità di partecipare a fiere, concorsi e manifestazioni che interessano il settore ippico fuori Sardegna. Allora si parlò di scarsa capienza dei traghetti, e fu quella la giustificazione addotta, seppur non ci si trovasse in periodo di ferie. E similmente adesso pare che la causa del mancato imbarco sia proprio la necessità di lasciare liberi posti per camper e roulotte. Un disagio che si aggiunge a quelli preesistenti, su tutti la già grande difficoltà a trovare posto sulle navi, ma che adesso è acuito dal fatto che la compagnia di navigazione nega direttamente l’autorizzazione all’imbarco «nonostante le carte assolutamente in regola per la traversata, nonostante i mezzi per il trasporto siano dotati di tutti i sistemi di sicurezza e di benessere per l’ambiente e il bestiame, come stabilito nel Regolamento di polizia veterinaria». Sono parole, queste ultime, del consigliere regionale di La Base Gaetano Ledda, che ieri ha presentato un’interrogazione urgente con richiesta di risposta scritta al presidente della Regione e all’assessore ai Trasporti chiedendo un loro intervento «per scongiurare questa grave ulteriore perdita nel settore che come già più volte sottolineato è uno dei cardini della nostra economia». Il blocco degli imbarchi, sottolinea Ledda, infligge un ulteriore durissimo colpo a un settore già in sofferenza creando ingenti danni economici: nella maggior parte dei casi si è trattato di viaggi prenotati già da tempo, e il negato imbarco dei mezzi di trasporto è stato comunicato ai trasportatori sono al momento della partenza, quando già i cavalli avevano raggiunto i porti. Senza contare che la mancata consegna dei cavalli nei tempi stabiliti per contratto con gli acquirenti, o la mancata consegna per la partecipazione agli eventi per i quali sono
attesi, comporta una grave perdita economica per entrambe le parti interessate. «È l’ennesimo schiaffo - dice Ledda - a un settore che in Sardegna conta circa 14mila operatori e rappresenta una voce importante dell’economia regionale, e in generale alla nostra terra, sempre più isolata».

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