alunni di castelsardo 

Un film in dialetto per aiutare la ricerca

CASTELSARDO. Bambini come attori che recitano, nella lingua dei loro nonni, un testo scritto per loro da uno scrittore molto speciale, il pattadese Angelo Carboni che lotta da anni contro la Sla, che...

CASTELSARDO. Bambini come attori che recitano, nella lingua dei loro nonni, un testo scritto per loro da uno scrittore molto speciale, il pattadese Angelo Carboni che lotta da anni contro la Sla, che lo ha inchiodato su una carrozzina, immobilizzandogli tutto il corpo, tranne le palpebre. I bambini della scuola dell’infanzia dell’istituto comprensivo Eleonora d’Arborea, coordinati dalle loro maestre e dall’appassionato di fotografia e cinema Nicola Fara hanno recitato, con piglio da attori consumati, il testo “Lu tribidaggiu di Babbolchu”, scritto per loro dallo scrittore pattadese.

Il risultato è un lungometraggio, di un’ora e quindici minuti, con scene girate a Sedini, all’interno della nota Domus di Via Nazionale, nella vallata di Silani, ma anche a Castelsardo dentro la fortezza dei Doria, in alcune vie del centro storico, in case private e anche nella chiesetta del Purgatorio, per finire a Tergu, sia in case private che nella suggestiva cornice della chiesa di Nostra Signora di Tergu.

L’iniziativa, che è stata recentemente presentata con grande successo nella sala conferenza del castello, fa parte del progetto annuale “Faidemmu in....” della scuola dell’infanzia, un percorso educativo didattico per promuovere e valorizzare le diverse forme dialettali. Ha coinvolto le scuole dell’infanzia dell’istituto comprensivo di Castelsardo che comprende anche i plessi di Sedini (dove frequentano anche alunni di Bulzi) e Tergu. La storia narra di un personaggio fantastico, Babolchu che, attraverso un maleficio, porta i paesi alla fame e alla rovina. Il malcontento degli abitanti è talmente radicato da indurli a trovare a tutti i costi una soluzione.

Il dvd del lungometraggio è stato messo in vendita al prezzo di 10 euro: l’intero ricavato sarà devoluto alla ricerca contro la Sla. «L’attenzione e cura che avete dimostrato per i vostri bambini è la cosa che più mi ha colpito - ha dichiarato lo scrittore di Pattada Angelo Carboni in un video messaggio
inviato ai protagonisti del progetto - è la prova che si può far crescere con successo una generazione che, speriamo, ci aiuterà a venire fuori dal deserto di cultura, dall’indifferenza e dalla perdita di valori, partendo proprio dalle nostre radici».

Donatella Sini

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