Crisi comunale ultimi ritocchi per la nuova giunta

Manca il nome del sostituto dell’ex vicesindaco Carbini L’Upc dovrebbe entrare nell’esecutivo, Città Futura sta fuori

SASSARI. Occorrerà ancora qualche giorno prima che a Palazzo Ducale si insedi la “nuova” giunta fotocopia. La segreteria locale del Pd e lo stesso sindaco avevano annunciato per oggi l’ufficializzazione del nuovo esecutivo, ma per completare il puzzle è necessario ancora riuscire ad incastrare alcuni pezzi.

Il primo è il tassello che andrà a sostituire il vicesindaco Gianni Carbini. L’ex assessore è stato irremovibile e non ha ceduto al pressing del partito per un rientro nei ranghi. Perciò la sua corrente (Gavino Manca e Bruno Dettori) ha l’incombenza di proporre un altro nome. Evidentemente la scelta non è così automatica e non ci dev’essere la fila di candidati che sgomitano. I renziani hanno chiesto ancora qualche giorno di tempo ed estrarranno dal cilindro il nuovo esponente solo nella prossima riunione di via Mazzini fissata per lunedì sera.

Dopodiché c’è un secondo problema da risolvere nella composizione dell’esecutivo. La lista civica Città Futura quando la crisi politica era galoppante e i primi assessori avevano cominciato a sbattere la porta, avevano deciso di fare un passo indietro. Non erano più convinti della coesione della giunta, attendevano chiarimenti e dunque anche il loro assessore di riferimento, ovvero Maria Vittoria Casu, aveva preferito farsi da parte. Città Futura non si è mai dimostrata molto convinta sull’opportunità politica di proseguire in questo mandato, e coerentemente con questa posizione è molto probabile che non voglia far parte del puzzle. Quindi anche il tassello del loro assessore dimissionario dovrà essere riempito dal contributo degli altri partiti. L’Upc di Tonino Falchi su questa poltrona ci si tufferebbe a pesce, e forse tra i partiti monogruppo, cioè con un unico consigliere di riferimento in aula, è quello che ha più titoli per rivendicarlo, in funzione delle alleanze e del peso nella coalizione a livello regionale. E infine c’è l’intoppo quote rosa. Infatti non è detto che l’ex assessora alla Cultura Raffaella Sau, che dopo Carbini (il quale parlò di «fallimento amministrativo») si era congedata nella maniera più netta e dura («non ho altro tempo da perdere») abbia intenzione di proseguire il mandato. Quindi la corrente di Silvio Lai dovrebbe indicare un sostituto, o meglio, una sostituta, proprio per garantire la rappresentanza femminile. Verrebbe subito da pensare a Valeria Fadda, ma il suo ingresso è tutt’altro che scontato, perché darebbe il via libera in consiglio al subentro di Luigi Polano, che invece è del “team” Spanedda. Gli equilibri e la rappresentatività delle varie anime del Pd nelle postazioni consiliari sono fattori che nessuno sottovaluta. Ecco quindi che la difficoltà nello schierare velocemente in campo un esponente femminile rallenta la chiusura dei giochi.

Nel frattempo va avanti la stesura del documento programmatico di fine mandato,
che ora si è arricchito dei contributi e delle correzioni da parte dei partiti di coalizione. Si tratta di un binario amministrativo molto rigido, con una serie di punti fermi, che non consente sterzate e fughe in avanti: un limitatore alle prerogative decisionali del sindaco.



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