Domani l’autopsia del giovane annegato

Christian Piredda potrebbe essere stato colto da un malore mentre nuotava nella spiaggia di Balai

SASSARI. Sarà eseguita domani mattina l’autopsia sul corpo di Christian Ubaldo Piredda, il sassarese di 21 anni annegato poco prima delle 16 di venerdì a Balai davanti agli occhi del padre, nonostante i tentativi di rianimarlo del personale medico del 118 e dei volontari dell’Avis.

La Procura della Repubblica di Sassari vuole capire quali siano state le cause della morte del giovane, che si era buttato in mare assieme al padre Franco dagli scogli, ma che poco dopo aveva avuto delle difficoltà. La sua morte ha gettato nello sconforto le tantissime persone che lo conoscevano, soprattutto nel quartiere del Monte Rosello, a Sassari, dove viveva con la madre in via Ardara. Una faccia da ragazzino e una responsabilità grande quella di Christian, “Chicco” per gli amici: da pochi mesi era padre della piccola Helena, l’amore della sua vita. In questi giorni “Chicco” era preso dai preparativi dei Candelieri Medi che nei quartieri cominciano molto prima delle sfilate ufficiali. Era stato un portatore e ora era alla ricerca di un lavoro. Christian Piredda amava il mare, ogni volta che poteva faceva una puntatina, a Porto Torres o a Platamona, preferibilmente sugli scogli. Venerdì pomeriggio il giovane stava facendo il bagno davanti al padre Franco. Probabile che il mare agitato lo abbia messo in difficoltà causando la tragedia. Le onde causate dal vento di grecale lo hanno travolto. Il ragazzo si era buttato in mare assieme al padre dagli scogli, ma poco dopo il genitore si è accorto che il figlio aveva preso una onda in faccia ed era andato subito in difficoltà. L’uomo ha tentato in tutti i modi di tranquillizzarlo ma il giovane, in evidente difficoltà, ha continuato a bere ed è scomparso sott’acqua. C’è stato un momento di panico generale tra i bagnanti presenti sulle rocce, attirati dalle grida provenienti dal mare. Senza perdere tempo qualche coraggioso si è buttato in acqua cercando di tirare su sia il figlio che il padre. Nel frattempo si è messa in moto la macchina dei soccorsi
e in contemporanea sono arrivati i medici del 118, l’ambulanza dell’Avis e i militari della Capitaneria. Dal mare è invece giunta la motovedetta della Guardia costiera. Gli operatori del 118 hanno tentato a lungo di rianimare il ragazzo, ma il cuore di Christian non è più ripartito.

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