«Sannitu voleva il terreno di Gosmino»

Dalle carte dell’inchiesta emerge che l’ex assessore avrebbe voluto ricomprare per sé il lotto acquistato all’asta dal legale

SASSARI. Intermediario per conto del compaesano Antonio Stefano Casu che aveva perso il terreno all’asta, ma al tempo stesso interessato in prima persona a un affare che avrebbe fruttato parecchi soldi. Tra le ipotesi dei carabinieri che tre giorni fa lo hanno arrestato con l’accusa di tentata estorsione e turbativa d’asta, c’è quella che l’ex assessore regionale di Berchidda Bastianino Sannitu avesse messo lui stesso gli occhi sul terreno che l’avvocato sassarese Alessandro Gosmino aveva comprato all’asta nel 2015.

Secondo quanto sostiene il sostituto procuratore Giovanni Porcheddu nell’ordinanza di cinquanta pagine firmata dal gip Michele Contini, Sannitu a quel terreno era «interessato per proprio tornaconto personale, essendo intenzionato anche lui ad acquistarlo per un’operazione economico-speculativa dalla quale intendeva trarre - si legge nel capo d’imputazione - un rilevante guadagno, rivendendolo in seguito a un imprenditore della penisola (un certo Diego Cottini) che avrebbe poi dovuto impiantare una coltivazione viti-vinicola». L’ex sindaco di Berchidda aveva ottenuto il numero del legale sassarese che si era aggiudicato il terreno da un suo collega e amico, l’avvocato Michele Torre. Quest’ultimo, finito nel registro degli indagati con l’accusa di tentata estorsione, aveva lui stesso cercato di convincere Gosmino a rivendere il lotto nelle campagne di Berchidda su cui si trova l’agritursimo “Il Cacciatore”. Il 14 febbraio scorso l’avvocato Torre aveva chiamato Gosmino chiedendogli un appuntamento per «una cosa importante e urgente» senza specificare il motivo. I due avvocati si erano incontrati in un bar di viale Umberto. Torre aveva spiegato a Gosmino di essere stato contattato da una persona a suo dire molto importante e influente politicamente, che lo avrebbe voluto incontrare per parlare della questione del terreno di Berchidda, consigliandogli vivamente di rinunciare alla proprietà del terreno.

«Alessandro non è che un deve vincere sempre - disse l’avvocato Torre all’amico Gosmino - se proprio non ci guadagni tanto alle volte va bene lo stesso, anzi in base alle circostanze forse è meglio». Il giorno seguente l’avvocato Gosmino venne contattato telefonicamente dall’ex sindaco di Berchidda e i due fissarono un appuntamento
a Sassari per l’indomani. Fu durante quell’incontro che Sannitu intimò a Gosmino di cedere il terreno comprato nel 2015 e di non presentarsi a una seconda asta in programma a Tempio cinque giorni dopo. «Non ci vada - gli disse Sannitu - lei a quell’asta non deve proprio partecipare».

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