Aeroporto di Alghero troppo vicino: a rischio colonia grifoni

L’allarme da Porto Conte: «Il no dell’Enac può pregiudicare il progetto Life». Punta Cristallo si trova ai limiti dell’area off limits per prevenire “bird strike”

ALGHERO. «L’Enac sfratta il grifone da Porto Conte». A lanciare l’allarme è il management del Parco naturale regionale. Il progetto “Life – Sotto le ali del grifone”, coordinato dal Dipartimento di Veterinaria dell’Università di Sassari in collaborazione con Forestas, Corpo Forestale, Comune di Bosa e con lo stesso Parco di Porto Conte, rischia di dover abbandonare per sempre le falesie di Capo Caccia.

La piccola colonia di grifoni di Punta Cristallo è a rischio per via di quello che il Parco non esita a definire «un eccesso di zelo dell’Enac», a causa del quale, insiste Casa Gioiosa, «rischia di naufragare l’importante progetto di ripopolamento del grifone in atto nel Parco naturale regionale di Porto Conte, finalizzato a scongiurare l’estinzione della storica colonia di Punta Cristallo». Ragioni che hanno indotto l’Ente Parco a chiedere un urgente incontro di approfondimento ai partner del progetto Life, al ministero dell’Ambiente e alla Regione. Nel frattempo il Parco invita Enac «a rivedere la sua posizione».



Life è un progetto complesso, e mira a preservare la presenza del grifone in Sardegna. Perciò è bene precisare che non è a rischio il piano nel suo complesso, dato che le principali colonie si trovano verso Bosa e lungo la costa occidentale. Il fatto nuovo è che per questioni di sicurezza l’Ente nazionale dell’aviazione civile ha espresso parere negativo alla riattivazione del carnaio di Punta Cristallo che dista dall’aeroporto poco più di undici chilometri: secondo le norme di prevenzione sul “bird strike” il limite è fissato in tredici chilometri. Per due chilometri di differenza, i grifoni potrebbero essere costretti a lasciare Punta Cristallo, dove si trova la colonia di Porto Conte.

Più che per “Life”, questo sarebbe un bruttissimo colpo per il Parco, che ha nella preservazione di quella specie di volatile una delle sue principali missioni istitutive. «Ci sono voluti anni di impegno per salvare la piccola colonia storica dal rischio estinzione – protesta Porto Conte – grazie a un attento e corposo lavoro di riattivazione del carnaio e di ripopolamento che potrebbe finire in una bolla di sapone se non ci sarà un ripensamento da parte dell’Enac».

Per Luigi Cella, presidente del Parco naturale regionale di Porto Conte, è «una eventualità da scongiurare in tutti i modi, i ricercatori impegnati nel progetto hanno raccolto sufficiente letteratura per dimostrare che negli ultimi decenni non ci sono mai state situazioni di rischio per il traffico aereo a causa dei grifoni». Tra l’altro, insiste Cella, «stupisce che intorno all’aeroporto, a poca distanza dalla pista, c’è la laguna protetta del Calich e diverse aree di produzione agricola di gran lunga più attrattive per l’avifauna e quindi potenzialmente più pericolose per la sicurezza aerea».

Per il direttore del Parco, Mariano Mariani, «è necessaria una interpretazione più flessibile delle norme nazionali e internazionali e una analisi del rischio da fauna selvatica da fare nell’aeroporto di Alghero, come peraltro previsto dalle norme, individuando le possibili misure di mitigazione che consentano di contemperare i prioritari obiettivi di conservazione».

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