Le anguille risaliranno il Coghinas La scala pesca ora diventa realtà

Firmata la convenzione tra il Comune di Tula, Agris, Enel e la Provincia per la gestione dell’impianto Superate tutte le annose difficoltà tecniche, il bacino potrà essere ripopolato e produrre sviluppo

TULA. Sembra aver trovato soluzione definitiva l’annosa questione legata alla scala pesca (l’impianto di risalita degli avannotti anguille) della diga idroelettrica del fiume Coghinas posta nella vallata di Muzzone ai confini dei territori di Tula e Oschiri. Con una convenzione firmata nei giorni scorsi dal Comune di Tula, nella persona del sindaco Gino Satta, dai rappresentanti dell’Agris Sardegna, dell’Enel e del distretto di Olbia per la Provincia di Sassari si è giunti al termine di un percorso parso lungimirante ma irto di difficoltà e intoppi nella gestione.

Il progetto. Con un progetto interamente finanziato e realizzato nel 2013 dalla provincia Olbia-Tempio, la scala pesca, unica in tutto il Sud Italia, divenne realtà ufficiale in seguito al collaudo avvenuto nel 2015. Un’opera realizzata per consentire alle “ceche”, anguille nella prima fase vitale (misurano 6 centimetri e pesano 0,2 grammi), in arrivo dal Mar dei Sargassi, luogo nel quale avviene la riproduzione, di risalire il fiume Coghinas e giungere nelle tranquille acque del lago o dei suoi affluenti ripopolando un ambiente dal quale erano quasi scomparse.

Le difficoltà superate. L’entusiasmo per l’evento però si scontrò subito con alcune difficoltà, soprattutto tecniche che di fatto impedirono alla scala pesca di entrare in funzione. Le acque eutrofiche, cariche di alghe, intasavano regolarmente la pompa di alimentazione della scala che per poter essere utilizzate dalle anguille ha bisogno di essere costantemente alimentata da un flusso d’acqua. Ora la chiave di volta per la soluzione del problema è stata trovata dai tecnici Enel che hanno convogliato nei tubi un’acqua interna ai propri impianti già filtrata e pulita. Su suggerimento dei tecnici Agris il pompaggio avverrà nelle ore più favorevoli alla migrazione e il flusso verrà persino monitorato da telecamere fisse che daranno idea visiva del passaggio delle ceche.

L’accordo. La convenzione ha stabilito con chiarezza anche il ruolo che spetterà ad ognuno e mentre al distretto di Olbia, proprietario della scala pesca, spetterà la manutenzione ordinaria e straordinaria, il Comune di Tula dovrà garantire l’accesso alla struttura e l’integrità della viabilità. L’Enel si occuperà dell’approvvigionamento idrico costante e della funzionalità e i tecnici dell’Agris del monitoraggio del passaggio delle anguille.

Il ripopolamento del lago. «La scala pesca della nostra diga con 57 metri di salto presentava difficoltà tecniche che grazie a tutti gli attori in campo, Enel in primis, sono state brillantemente risolte – ha dichiarato il sindaco di Tula Gino Satta – e con il funzionamento contemporaneo della scala pesca di Casteldoria, più piccola e di soli 9 metri, il ripopolamento del lago non è più una chimera».

Gli effetti economici. Si aprono quindi prospettive per la valorizzazione del bacino lacustre. Il lago Coghinas è un valore aggiunto per il comprensorio Tula-Oschiri-Erula e forte di un ambiente unico per flora, fauna e paesaggio può davvero diventare volano di sviluppo. Il ripopolamento dell’anguilla, oltre ad avere un alto valore ambientale poiché facilita il ciclo biologico di una specie ittica diventa importante anche sotto il profilo economico. Le attività di pesca
di qualche decennio fa, oramai scomparse, potrebbero riprendere vita, grazie anche ai nuovi incentivi di settore, ricreando una filiera produttiva presente in passato e rivitalizzando un settore che potrebbe dare speranza e attrattiva anche agli altri piccoli centri del Monte Acuto.

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