Corsi musicali negati e cattedre tagliate: la rivolta dei docenti

Alleanza tra il coordinamento degli insegnanti e la Flc Cgil La strategia: ricorso al Tar e 5 richieste all’Ufficio scolastico

SASSARI. Lo hanno chiamato “il gioco delle tre cattedre” ma in ballo ce ne sono molte di più, se è vero che nell’isola sono state quindici le richieste di nuove scuole a indirizzo musicale. Se questi corsi venissero istituiti, creerebbero sessanta nuove cattedre di strumento e di musica: posti di lavoro per i docenti laureati nei Conservatori di musica dei conservatori di Cagliari e di Sassari.

Le richieste scolastiche non sono state accolte dall’Ufficio scolastico regionale, provocando l’ira degli insegnanti. Nei giorni scorsi i musicisti docenti, riuniti in un coordinamento regionale, si sono incontrati a Sassari nel salone del Centenario della Cgil con il segretario provinciale della Flc Cgil Luigi Canalis e i loro rappresentanti Ignazio Perra e Antonio Deiara. L’incontro si è concluso con la approvazione di un documento programmatico che è stato chiamato il “Pentalogo di Sassari”. Ma non basta: i docenti stanno studiando un ricorso al Tar contro la mancata istituzione dei nuovi corsi a indirizzo musicale che, hanno spiegato durante la riunione, vanno ad aggiungersi alle cento cattedre tagliate dal ministero. Il rifiuto del direttore dell’Ufficio scolastico provinciale Francesco Feliziani di istituire i nuovi corsi e il taglio ministeriale sono due facce della stessa medaglia. «Così si gioca sulle pelle dei laureati dei Conservatori di musica di Sassari e di Cagliari – è andato dritto al punto il segretario della Flc Cgil Canalis –. Le centinaia di posti di lavoro sottratti nell’isola nell’ultimo quinquennio vengono “donati” a regioni quali Lombardia, Emilia Romagna».

Il “Pentalogo di Sassari” vuole essere la traccia per la futura filiera della educazione in Sardegna. Cinque le indicazioni all’Ufficio scolastico regionale, illustrate da Ignazio Perra. La prima è perentoria: le richieste di nuovi corsi a indirizzo musicale devono essere esaudite, senza se e senza ma. «Secondo – si legge nel documento finale – le scuole elementari accreditate devono ricevere le risorse necessarie, compreso il personale docente, per funzionare». Ancora: non si possono chiudere classi a indirizzo musicale che rispettano i parametri di legge dei dodici alunni, tre per strumento. Il quarto e il quinti punto del Pentalogo sono propositivi: l’istituzione nell’Ufficio scolastico di un gruppo di supporto con rappresentanti dei docenti, sel coordinamento, dei sindacati e dell’assessorato regionale della Pubblica istruzione. Il quinto punto riguarda la programmazione dei nuovi corsi che – spiegano i docenti – deve essere incardinata sul numero e sulla tipologia
dei laureati e dei laurandi dei Conservatori di musica di Cagliari e di Sassari; e sul raccordo con Scuole civiche di musica, cori, bande musicali, ensembles e band operanti nel territorio. In altre parole, studiare la formazione musicale in modo da armonizzare la domanda e l’offerta.

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