«Costa Crociere trasloca lo scalo da Porto Torres a Olbia»

La denuncia è del sindaco che ha già contattato i vertici dell’Autorità portuale. Per la nascente economia turistica cittadina sarebbe un colpo gravissimo

PORTO TORRES. Aveva suscitato grande entusiasmo per l’amministrazione comunale e per gli operatori del mare la notizia che la compagnia Costa Crociere voleva raddoppiare gli scali nelle banchine del porto turritano per il 2018. Una notizia arrivata in occasione del primo dei diciassette scali previsti dalla nave neoRiviera a Porto Torres, messa ora in forte dubbio dalle informazioni in possesso del sindaco Sean Wheeler. Nel sito della Costa Crociere per ora sono previsti quattro approdi per il 2018 nel porto turritano (due ad aprile e due maggio), con destinazione sempre verso le località turistiche delle Baleari. «Ci arrivano notizie sul possibile trasloco di Costa Crociere da Porto Torres verso Olbia nel 2018 – dice Wheeler – e la nostra città non può perdere il turismo crocieristico così faticosamente guadagnato: per questo motivo abbiamo scritto al presidente dell’Autorità di sistema portuale della Sardegna, Massimo Deiana, che ci ha immediatamente assicurato il suo interessamento e l’impegno ad approfondire l’argomento».

Forte apprensione dunque da parte dell’amministrazione pentastellata su un possibile disimpegno di Costa Crociere dallo scalo marittimo portotorrese, amplificata da altre informazioni che il sindaco avrebbe appreso in via informale attraverso i suoi canali istituzionali. «Nonostante i numeri estremamente positivi registrati nel nord-ovest dell'isola con gli scali crocieristici – aggiunge il primo cittadino –, facilmente verificabili, la notizia del probabile trasferimento di Costa Crociere da Porto Torres a Olbia è grave: ho chiesto al presidente della Port Authority di verificarla perchè, se confermata, romperebbe gli equilibri fra i porti del nord Sardegna».

Secondo il sindaco gli operatori dei settori turistico, commerciale e culturale sono molto allarmati e hanno chiesto all’amministrazione di mettere in campo ogni iniziativa utile a evitare di vanificare il lavoro e l'impegno profusi insieme all’Autorità portuale e alla Capitaneria di porto. «La nostra preoccupazione è tanta – prosegue Wheler - perché Porto Torres perderebbe il 90 per cento del traffico crocieristico: per la città sarebbe l’ennesimo colpo dopo che in questi anni è stata portata avanti una lunga e meticolosa azione coordinata che ha visto un intero territorio collaborare in maniera unitaria per rilanciare un porto strategico e per promuovere tutto il nord ovest della Sardegna. Costa Crociere aveva programmato 25 scali per il 2018 e perderne anche soltanto uno sarebbe un danno per l'economia della zona».

Una difesa a spada tratta del mercato crocieristico, dunque, per quello che appare come un probabile “scippo” dopo le assicurazioni date dall’armatore di Costa qualche
mese fa. Non basterebbero infatti i grandi numeri dei crocieristi che arrivano ogni settimana a Porto Torres e che vanno a visitare anche i centri dell’Area vasta e il Parco dell’Asinara per convincere Costa crociere a fare ancora tanti scali nelle banchine del nord ovest dell’isola.

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