Dal 21 agosto al via i lavori sul ponte di Chilivani

La struttura era stata danneggiata da un incendio lo scorso 19 giugno Un mese fa un grosso autocarro era rimasto incastrato nel sottopasso

OZIERI. Un intervento straordinario della Provincia, che prenderà il via lunedì 21 agosto, restituirà l’agibilità al ponte di Chilivani chiuso dallo scorso 19 giugno in seguito al devastante incendio divampato in una vicina azienda agricola. Nel rogo - che aveva provocato la distruzione di decine e decine di balle di fieno e il danneggiamento di un palo Enel e di una cabina di rete della Telecom, provocando per tutta la mattinata del giorno successivo il black out della rete voce e internet Tim - era stato danneggiato anche un pilone del ponte, che avvolto dalle fiamme era stato letteralmente scorticato. L’intervento della Provincia mira proprio al ripristino di questo pilone, che dopo il trattamento dell’intelaiatura in ferro sarà nuovamente incamiciato con il cemento armato e quindi rimesso in sicurezza. Un atto dirigenziale urgente, con affidamento diretto dei lavori, che saranno relativamente veloci: è prevedibile che per la metà di settembre al massimo la viabilità sul ponte sarà nuovamente ripristinata e si potrà finalmente dire addio alle deviazioni del traffico che non solo allungavano il percorso da Ozieri a Chilivani ma che nei messi hanno anche causato incidenti e danni. Danni soprattutto ai mezzi pesanti, a cominciare da quelli subiti da un camion frigo che la mattina dell’11 luglio era rimasto incastrato sotto il basso ponte ferroviario che sovrasta la vecchia strada dove il traffico e attualmente deviato. un cavalcavia alto appena tre metri da terra, sotto il quale, quindi, possono transitare mezzi con altezza inferiore a quella. Non era il caso del camion transitato l’11 luglio, che si era letteralmente incastrato sotto la volta causandosi pesanti danni e facendo addirittura temere danneggiamenti al ponte stesso. se in quel caso c’erano volute diverse ore per liberare il mezzo da sotto la volta, negli altri casi verificatisi nei giorni successivi le operazioni di liberazione erano durate meno. Come è avvenuto per esempio qualche giorno dopo, quando un camion leggermente più alto del consentito si era a sua volta incastrato sotto il ponte ma che si era subito liberato grazie alla prontezza di spirito dell’autista che aveva sgonfiato leggermente le gomme “scivolandoci” letteralmente sotto. nei giorni successivi altri casi simili si sono verificati: un altro camion e persino un pullman Arst avevano leggermente raschiato il tetto sul cavalcavia provocandosi danni poco ingenti e creando disagi di minore durata. Questi casi, comunque, erano solo l’emblema del disagio più grande, quello provocato dai rallentamenti della circolazione e dall’obbligo di compiere ampie deviazioni al percorso: un peso soprattutto per le imprese che operano nel territorio con l’utilizzo di
mezzo pesanti e quelle che si occupano del trasporto di materiali e derrate. «Accogliamo con favore la notizia della celerità (relativa, ndr) della decisione della Provincia - dice il sindaco Marco Murgia - ma ci aspettiamo per il futuro un intervento più incisivo di messa in sicurezza».

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