Paolo Pinna choc davanti al Gip: «Sono evaso per non suicidarmi»

Il diciannovenne condannato a vent'anni di carcere per gli omicidi Monni e Masala: «Non ce la facevo più a stare a Quartucciu, allora sono fuggito»

SASSARI. Voleva suicidarsi, era un pensiero insistente negli ultimi tempi. Ecco perché quella scala vicino al muro di cinta gli è sembrata la salvezza. Un salto e avrebbe gustato di nuovo il sapore della libertà. Inaspettatamente Paolo Enrico Pinna sceglie di rispondere alle domande del giudice Lucia Perra che deve convalidare l'arresto per evasione e tentata rapina.

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«Io volevo uccidermi, non ce la facevo più a stare in quel posto. Passavo intere giornate da solo e se avevo bisogno di parlare con qualcuno potevo farlo solo con un agente della polizia penitenziaria. Ma mica tutti ti ascoltano...». Fa un racconto dettagliato, il diciannovenne scappato mercoledì scorso dall'istituto penitenziario di Quartucciu dove stava scontando una condanna a vent'anni di reclusione per gli omicidi dello studente di Orune Gianluca Monni e del trentenne di Nule Stefano Masala. È fuggito grazie a una scala che gli ha permesso di scavalcare il muro di cinta del carcere, dopo il salto è però caduto sull'asfalto e si è lesionato un orecchio. Una fuga durata poco meno di due ore perché Pinna è stato bloccato all'interno di una chiesa di Maracalagonis dove era arrivato chiedendo un passaggio a un automobilista incontrato per caso in una stradina di campagna.

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