Bastida di Sorres, in campo a Borutta i guerrieri medievali

Successo per la rievocazione di una battaglia del Trecento Folla di turisti tra dame aragonesi, giullari e giocolieri

BORUTTA. Si è concluso nei giorni scorsi a Borutta nell’antica Abbazia di San Pietro di Sorres l’evento dedicato alla antica lotta tra i Doria e gli Aragonesi: la “Bastida di Sorres”. Anche quest’anno l’evento culturale, tra i più importanti in Sardegna, ha richiamato un grande numero di visitatori entusiasti. L’antichissima storia di Sorres continua ad appassionare il grande pubblico e ad offrire un weekend estivo davvero unico. «Siamo molto soddisfatti della riuscita di questa edizione - ha dichiarato il primo cittadino di Borutta Silvano Arru -. Anche quest’anno la popolazione ha collaborato con grande entusiasmo per la buona riuscita della manifestazione. Abbiamo registrato un numero di visitatori superiore alla scorsa edizione e questo ci inorgoglisce. Tanti sardi ma anche molti stranieri. La Bastida di Sorres nella sua rievocazione - prosegue Arru -, non rappresenta l’unica ricostruzione storica ma è senza dubbio la più completa. Dalla prima edizione a oggi sono numerose le compagnie di figuranti che si rivolgono a noi per partecipare alla rievocazione qui nel borgo di Sorres. Siamo davvero soddisfatti di questo interesse. Vogliamo puntare in alto. È nostra intenzione far crescere questa manifestazione e tentare di farla inserire nel calendario degli eventi nazionali». Già a partire dall’edizione del prossimo anno i figuranti raggiungeranno la Sardegna dall’Italia. Il borgo di Sorres rivivrà la sua storia con alcune novità. Della piccola cittadina crocevia di personaggi di grande rilievo nel medioevo, allo stato attuale non è rimasto più nulla. Nel piccolo centro di Sorres, che un tempo fu la sede dell’influente vescovo di Sorres, i visitatori hanno osservato scene e ambienti che hanno riportato la memoria nel lontano ‘300 quando catastrofici eventi di guerra coinvolsero la Sardegna e non risparmiarono neppure Sorres. Contesa dalla signoria dei Doria, dai neo conquistatori Aragonesi e dai giudici di Arborea, l’antica città venne fortificata: divenne una Bastida. Da qui, nell’agosto del 1347, partì l’esercito dei Doria per sterminare i catalani ad Aidu de Turdu. Poi, tra carestie, epidemie, guerre e rappresaglie, il declino fu inesorabile. I figuranti, nei tre giorni in cui si è articolato l’evento, hanno fatto rivivere la battaglia di oltre seicento anni fa tra Aragonesi e Doria. Nel piazzale antistante l’imponente monastero si sono incrociate le armi dei cavalieri in uno scenario senza tempo. Così le milizie aragonesi del regno di Sardegna e Corsica, aiutate dalle truppe del giudicato di Arborea, hanno lottato contro quelle dei Doria. Quest’anno per la prima volta gli accampamenti sono stati disposti all’interno della pineta del monastero. I visitatori curiosi, tra le musiche, danze medioevali e combattimenti singoli, hanno potuto visitare le varie esposizioni di armi, armature, scene artigiane del tempo: lavorazione del metallo, produzione della ceramica e tessuti, scriptorium e le botteghe dell’artista, del tintore e farmacista. Cortesi dame vestite con costumi medievali hanno mostrato la preparazione di pietanze e rimedi naturali ottenuti con le erbe. Al crepuscolo, giocolieri hanno animato il piazzale del monastero con spettacoli di giocoleria con il fuoco e il volo di falchi. Oltre i consueti spettacoli all’aperto, quest’anno, i frati benedettini hanno consentito lo svolgimento di visite guidate all’interno del monastero di Sorres nell’antica biblioteca, patrimonio culturale di inestimabile valore. Non sono mancate
le visite all’interno della grotta “Ulari” e, per gli amanti dell’equitazione, il “Centro Equestre Sardo Cheyenne” ha offerto la possibilità di fare entusiasmanti giri a cavallo. L’amministrazione e i cittadini del piccolo paese del Meilogu sono già a lavoro per la prossima edizione.

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