La Provincia salva il trasporto disabili

Via alla procedura negoziata per assegnare l’accompagnamento nelle scuole del territorio. Stanziati 338mila euro

SASSARI. Il servizio di trasporto per gli studenti disabili che frequentano gli istituti del secondo ciclo di istruzione scolastica della provincia di Sassari è salvo anche quest’anno. Una notizia tutt’altro che scontata visti i salti mortali che i commissariati enti intermedi devono fare per far quadrare i conti, perdendo continuamente risorse ma mantenendo le stesse funzioni.

«Abbiamo trovato i fondi per garantire un servizio essenziale – spiega preoccupato l’amministratore straordinario della Provincia Guido Sechi –. Ma è noto che la coperta è corta. E dovremmo recuperarli tagliando qualcos’altro. D’altronde questo per noi è lavoro quotidiano. Siamo tra quelli messi meglio, perché siamo stati gli unici ad avere approvato il bilancio nei tempi previsti e ad aver potuto usare un avanzo di amministrazione, ma la falla da tappare rimane enorme, e lo Stato finisce per chiederci più soldi di quelli che ci dà. Ora riprenderemo con il meticoloso monitoraggio degli spazi finanziari e delle loro economie, cercano di liberare risorse».

Bilancio da cui sono saltati comunque fuori i 338mila euro necessari per garantire il servizio per il trasporto degli studenti disabili nelle scuole del Sassarese, con il bando per la prima assegnazione andato deserto (tranne Alghero, già aggiudicato), e la Provincia che, visti i tempi strettissimi, ha deciso di passare alla procedura negoziata a cui verranno invitate un certo numero di imprese selezionate, che dovranno rispondere entro 5 giorni dalla consegna Pec degli inviti.

«È il modo più veloce che la legge ci mette a disposizione – spiega l’amministratore straordinario della Provincia –. La normativa è cambiata e non è delle più semplici, e probabilmente alcune imprese hanno deciso di non partecipare alla prima fase di selezione. Ma siamo fiduciosi di poter chiudere i contratti nei tempi previsti. E comunque il servizio sarà garantito perché anche in caso di mancata assegnazione si andrà in proroga con chi lo aveva in carico lo scorso anno».

Con l’inizio delle scuole dunque partirà anche l’indispensabile servizio. Articolato dalla Provincia in sette lotti. I primi due riguardano il Comune di Sassari e valgono rispettivamente 92mila euro (37mila di competenza del 2017 e 55mila del 2018) e 152mila euro (62mila per il 2017 e 90 per il 2018).

Il terzo lotto riguarda invece Bono, per un valore di 9200 euro. Il quarto Ozieri (11500 euro), il 5 l’istituto Tecnico di Thiesi e il Liceo di Pozzomaggiore (11800 euro), il sesto lotto il Liceo scientifico di Castelsardo (45mila euro) e il sesto gli studenti disabili che frequentano l’Istituto Professionale di Perfugas.

Una piccolo passo avanti in un percorso che per le Province, e i servizi che continuano a garantire, si annuncia da incubo. Un esempio su tutti. Lo Stato chiede ogni anno alla provincia di Sassari, come contributo al risanamento dei conti pubblici, 50 milioni. E lo fa con un prelievo forzoso che drena a monte la quota dell’Rc auto e dell’Ipt, che per legge gli spetterebbero. Ma da Sassari ottiene al massimo 30 milioni. «Quindi sulla carta la Provincia dovrebbe versarne altri 20 – spiega il commissario della Provincia di Sassari, Guido Sechi –. Così quando dal governo hanno destinato 10 milioni di euro per le Province sarde lo Stato ha trattenuto anche la quota
di 2 milioni. Ci hanno detto che il debito era sceso a 18 milioni».

Una beffa. L’ennesima, con il salvagente da 50 milioni (che i 4 enti intermedi tornati agli storici confini devono dividere) lanciato dalla Regione che poco può fare per formare il lento e inesorabile naufragio.

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