Il fotovoltaico davanti al mare non piace alla Rete metropolitana

Domani pomeriggio alle 16,30 l’Eni presenta il progetto sul quale soffiano da tempo venti di guerra Il territorio chiede prima certezze sulla chimica verde e sull’avvio delle bonifiche in grave ritardo

PORTO TORRES. La società Eni presenterà lunedì al pubblico il progetto per la realizzazione di un impianto fotovoltaico - nella sala conferenze Filippo Canu alle 16,30 - ma già spirano venti di guerra da parte della politica territoriale per una proposta che, come al solito, cala dall’alto. La Rete Metropolitana del Nord Sardegna presieduta dal sindaco di Sassari Nicola Sanna, infatti, aveva già espresso all’unanimità la sua contrarietà nella riunione de 31 maggio scorso alla presenza dei primi cittadini di Porto Torres, Alghero, Castelsardo, Sorso e Sennori. Tutti i sindaci avevano confermato un no secco soprattutto all’installazione del fotovoltaico nell’area di fronte al mare, dove sono stati già previsti e condivisi i progetti elaborati dal Consorzio industriale provinciale di Sassari. Prima del pronunciamento della Rete metropolitana, però, ad osteggiare il progetto sono stati alcuni esponenti del Pd - cominciando dal senatore Silvio Lai - che avevano invitato formalmente la Regione a non accettare la realizzazione di altri campi fotovoltaici nel nord-ovest dell’isola senza chiari e reali benefici per il territorio. L’atteggiamento di Eni, in pratica, era considerato inaccettabile sia nella forma e sia nella sostanza, soprattutto in considerazione del fatto che nel territorio di Porto Torres i protocolli relativi ai progetti industriali - progetto chimica verde e bonifiche - rimangono da tanto tempo lettera morta alla faccia degli accordi sottoscritti da politica e parti sociali. La seduta dell’assemblea pubblica per illustrare i risultati dello studio di impatto ambientale relativo al “Progetto Italia” di Eni si sarebbe dovuta svolgere qualche mese fa al Museo del Porto, ma era stata rinviata ad altra data per una richiesta del Comune di Porto Torres che aveva chiesto tempo per conoscere esattamente la portata dell’investimento. Per tutta l’area vasta, comunque, questo progetto non dovrà partire prima del completamento delle bonifiche da parte di Eni e della messa a disposizione dell’area fronte mare. Per la politica l’Ente nazionale idrocarburi sta chiedendo di fare un grosso impianto fotovoltaico e nel frattempo non ha mai dato risposte ad alcune altre richieste importanti, come quella per costituire all’interno della stabilimento della Marinella centri di ricerca e sviluppo per nuove tecnologie, coinvolgendo decine di ricercatori del territorio. Troppi silenzi da parte della multinazionale sui ritardi degli investimenti già programmati e su quelli che si potrebbero realizzare, dunque, ecco perché il progetto
del fotovoltaico rappresenta una incognita che non convince le amministrazioni locali. Il progetto di Eni è suddiviso in due sezioni, rispettivamente di 17 Mwp e di 14 Mwp, da realizzarsi in due fasi temporalmente distinte con moduli fotovoltaici e due cabine elettriche principali.

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