Educatori dei convitti in guerra

Stato d’agitazione per i tagli agli organici, sabato assemblea regionale a Oristano

SASSARI. Si riaccende la vertenza del personale educativo di convitti e semiconvitti in stato d’agitazione per i tagli all’organico operati dal ministero dell’Istruzione e dall’ufficio scolastico regionale. Domani, giovedì 14, in coincidenza con l’apertura dell’anno scolastico, alle 11, al Convitto Nazionale Canopoleno di Sassari, educatori ed educatrici del Coordinamento provinciale insieme con le organizzazioni sindacali, spiegheranno i motivi della protesta. Una protesta che si sta organizzando a livello regionale tanto che sabato 16, ad Oristano, si terrà un’assemblea per la costituzione del Coordinamento regionale del personale educativo.

«Davanti alla grave carenza di organico – afferma Rosario Musmeci, del Coordinamento provinciale –, non ci sono state risposte adeguate sia da parte dell’Ufficio Scolastico regionale sia del ministero sull’assegnazione dei posti spettanti nell'organico di diritto del personale educativo per il 2017/2018, determinando, di fatto, un decadimento generale dei servizi e delle funzioni proprie delle istituzioni educative interessate, oltre che ledere gravemente i diritti dei lavoratori coinvolti oltre che quelli di centinaia di famiglie. Che rivendicano il diritto di ottenere l’istruzione più idonea al futuro dei loro figli, a fronte, spesso, di sacrifici economici per le rette dei convitti, in aumento, e dei mezzi di trasporto».

Per comprendere l’importanza e la necessità di continuare ad assicurare il servizio di convitto e semiconvitto con un organico idoneo, basti sapere che in Sardegna ne usufruiscono 1.594 studenti e studentesse nelle dieci istituzioni educative operanti a supporto di istituti come licei classici e Alberghieri: una a Cagliari, cinque nella provincia di Sassari e due nelle province di Oristano e Nuoro.

Però i numeri di educatori assegnati per l’anno scolastico che si apre sono stati ridotti: a Sassari, servono 80 unità, ma ne sono state riconosciute 64, cioè il 20 per cento in meno; a livello regionale, l’organico corretto dovrebbe essere di 184 educatori, contro i 153 assegnati, quindi il 17 per cento in meno. Insomma, secondo i Coordinamento provinciale, il contingente relativo alle nomine in ruolo è assolutamente insufficiente e al momento, non è
stato assunto alcun provvedimento per riequilibrare i posti di diversi convitti, neanche attraverso l’assegnazione dell’organico di fatto.

Già lo scorso giugno i sindacati avevano denunciato l’assurda politica dei tagli. Ora l’avvio delle lezioni dà il «la« alla nuova protesta.

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