I lavoratori anche negli uffici «Ci siamo ripresi la miniera»

A Olmedo si inasprisce la lotta dei minatori che “sfrattano” la Elmin e annunciano nuove azioni I sindacati pronti ad andare sino in fondo: la Regione dia risposte concrete, ha gli strumenti per farlo

OLMEDO. «Ci siamo ripresi la miniera perché ci appartiene, l’abbiamo resa viva con il nostro lavoro e non permetteremo che venga fatta morire». Si inasprisce la lotta dei lavoratori della miniera di bauxite di Olmedo che ieri mattina hanno deciso di occupare anche gli uffici dello stabilimento e di consegnare di fatto un “avviso di sfratto” alla Elmin, la società che ha rinunciato alla concessione mineraria.

Dopo il presidio in fondo al pozzo, prima a 180 metri sotto terra e poi a 100, i minatori hanno scelto di avviare una sorta di autogestione e si sono insediati anche negli uffici della miniera. Un passo che segue l’incontro della sera prima con l’assessora regionale all’Industria Maria Grazia Piras e a conclusione del quale i sindacati avevano manifestato tutta la loro insoddisfazione. «Chiediamo che la Regione faccia la sua parte – hanno detto Luca Velluto della Femca Cisl, Gianfranco Murtinu Filctem Cgil e Simone Testoni Ugl Chimici – da maggio 2015 abbiamo assistito al valzer della cessione della miniera, alla sua inattività, al suo abbandono. E poi una serie infinita di promesse, dichiarazioni di soluzioni imminenti. Niente di concreto però, e a pagare il conto di un grave disinteresse politico-istituzionale sono solo i lavoratori».

Minatori e sindacati non contestano alla giunta regionale l’ inefficienza gestionale della S&B Industrials Minerals, ma chiedono spiegazioni su come si possa essere arrivati a questo punto.

«Il presidente Pigliaru e l’esecutivo – sostengono i sindacati – hanno mostrato scarsa considerazione per il comparto. E non si sono resi conto dell’importanza che la miniera di bauxite ha per il nostro territorio regionale e nazionale. Con investimenti adeguati potrebbe essere un settore strategico, con risposte alle attuali tensioni che si registrano sul mercato del lavoro».

I lavoratori non vogliono assistere passivamente al declino della miniera. «Abbiamo deciso di giocare il tutto per tutto, ci siamo ripresi ciò che ci appartiene: la miniera. Tutti dentro è la parola d’ordine categorica, imperativa per tutti».

E la lotta si fa ancora più dura. «Siamo stati all’incontro con l’assessora regionale Maria Grazia Piras – hanno detto i minatori – , non da spettatori. L’assessora, forse non ci ha capiti, eravamo lì non per discutere di sviluppo ma di sopravvivenza, la politica non ha colto il dramma, il gesto di esproprio sindacale e autogestione dei minatori è inequivocabile». Le segreterie di Filctem Cgil, Femca Cisl e Ugl Chimici riconoscono che il momento è delicato. «Si va avanti con proposte e richieste concrete
che passano per le società in house della Regione -l’Igea e il Geoparco minerario della Sardegna - che ci auspichiamo possano essere argomento di discussione durante il prossimo incontro. Ci crediamo e amplifichiamo quell’urlo che arriva dalle viscere della terra: Forza Paris!».



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