Raffica di furti nei negozi di via Asproni

Cinque attività prese di mira in una settimana. Nel corso dell’ultimo raid un ladro si è tagliato e ha lasciato tracce di sangue

SASSARI. Da qualche settimana i commercianti di via Asproni vivono nel terrore. Un senso di insicurezza dovuto a una raffica di furti senza precedenti con cui devono fare i conti anche i colleghi delle strade vicine, da via Enrico Costa a via Cavour, fino a via Armando Diaz.

Nel mirino dei ladri - ma l’ipotesi che si fa strada è che si tratti di uno scassinatore solitario - sono già finite cinque attività, tutte concentrate in pochissimi metri, a due passi dall’ex carcere di San Sebastiano e dal palazzo di Giustizia di via Roma. L’ultimo raid in ordine di tempo risale a domenica notte, quando un malvivente - che secondo alcuni testimoni avrebbe agito da solo - ha prima spaccato la vetrina della “Caffè&teeria” Mannoni, probabilmente con una mazza di ferro e poi - non riuscendo ad entrare nel locale - si è dedicato alla serranda dell’agenzia di viaggio che si trova lì accanto. Dopo aver scardinato al serratura e spaccato un vetro, il ladro è riuscito ad introdursi all’interno degli uffici della Blu & Blu viaggi, da dove ha portato via il monitor di un computer e pochi euro dalla cassa. «Quello che ci lascia sconcertati - spiega il titolare Maurizio Pinna - è che il furto sarebbe avvenuto intorno alle 22.30, quando la strada era ancora trafficata, ma a nessuno è venuto in mente di chiamare le forze dell’ordine». Il malvivente potrebbe però aver lasciato la sua firma. Sui vetri dalla caffetteria e all’interno dell’agenzia di viaggi i carabinieri hanno trovato infatti diverse tracce di sangue che dovrebbero consentire agli investigatori di risalire all’autore del furto. Solo una settimana prima, sempre di domenica sera, nel mirino dei malviventi era finita prima la tappezzeria di Antonio Simula che si trova in via Cavour e poi il negozio di frutta e verdura “Il moscardino al pomodoro” di Nadia Chessa in via Asproni. Nel primo caso, dopo aver divelto la serranda, il ladro aveva desistito. Mentre nel secondo, dopo aver spaccato il vetro di una vetrina, era riuscito ad impossessarsi di 100 euro e forse di qualche banana. «Prima di andare via deve aver mangiato qualcosa - la prende con ironia la titolare - la mattina dopo il furto abbiamo trovato qualche banana poggiata sulle cassette della verdura». Su questi due episodi stanno indagando gli investigatori della polizia e viste le modalità maldestre con cui il ladro è entrato in azione non si può escludere che si tratti dello stesso scassinatore di tre giorni fa. Ma se dovessero risalire a lui gli inquirenti potrebbero contestargli anche il tentato furto di qualche
settimana fa nel negozio di abbigliamento “L’altro Uomo” di via Cavour. «Da quando hanno chiuso il carcere - commenta il titolare Piero Foddai - questa zona è diventata una giungla. Ci vorrebbero più controlli - conclude - io metterò delle telecamere, ma non so se servirà a qualcosa».

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