Siccità e rischio roghi, l’Unione dei Comuni stanzia 640mila euro

Il finanziamento sarà distribuito ai 13 centri del Meilogu. Servirà per realizzare fasce parafuoco e pulire strade rurali

BONORVA. L’Unione di comuni del Meilogu presieduta da Salvatore Masia, nell’ambito dello svolgimento della funzione di protezione civile che gli è stata delegata dai tredici comuni appartenenti all’Unione comuni del Meilogu, (Banari, Bessude, Bonnanaro, Bonorva, Borutta, Cheremule, Cossoine, Giave, Pozzomaggiore, Semestene, Siligo, Thiesi e Torralba) ha stanziato 640mila euro. Una cifra che chiaramente non può soddisfare completamente le esigenze primarie di tutti i Comuni, particolarmente colpiti da un’annata caratterizzata da una grave siccità ed in particolare quelli che, pur contando su un’importante consistenza patrimoniale boschiva, non dispongono ancora in misura completa ed efficiente delle adeguate misure di sicurezza antincendio. I fondi sono stati comunque ripartiti nel rispetto e secondo i criteri già utilizzati per il vecchio “fondo per la montagna”. La suddivisione prevede l’attribuzione a ogni comune di una quota fissa e di una calcolata in base al numero degli abitanti e all’estensione territoriale del comune. Un sistema che dovrebbe evitare uno squilibrio a favore dei comuni più grandi e garantisce una più equa distribuzione anche verso più piccoli.«I settori prioritari sui cui programmare gli interventi sono stati deliberati dal Consiglio di amministrazione - ha osservato il presidente Salvatore Masia - e mirano da una parte ad alleggerire il carico dei comuni in quelle che sono state nelle attività proprie nell’ambito delle prescrizioni regionali antincendio e dall’altra tentano di aggredire le problematiche evidenziate dalla grave siccità che ha colpito il Meilogu e la Sardegna nel corso dell’anno. Pertanto, dando per scontato l’utilizzo da parte dei comuni per la copertura delle spese per la realizzazione di fasce parafuoco e pulizia delle strade rurali, particolare rilevanza avranno gli interventi di prospezione e ricerca idrica capaci di accrescere il quantitativo di acqua a disposizione dei comuni e quindi garantire una efficace risposta in casi di siccità». Particolare importanza e fondamentale necessità è attribuita alla possibilità per i comuni di potenziare gli acquedotti rurali, nella duplice funzione di dare sollievo alle esigenze delle aziende agropastorali e di utilizzo come punti di emungimento antincendio, tale da diventare funzionali, in un’ottica di protezione civile ed efficientamento del servizio. Una parte seppur minima delle risorse potranno inoltre essere utilizzate per la manutenzione straordinaria di tratti di viabilità rurale a frequente percorrenza dei mezzi della protezione civile, in prossimità di boschi, parchi o comunque aree maggiormente esposte al rischio d’incendi. «Ora la
palla passa ai Comuni - ha concluso Masia - che dovranno deliberare il piano degli interventi e realizzare le opere che dovranno essere concluse entro il 2017. Questa è solo la prima di una serie di azioni che l’Unione porterà avanti nel breve periodo nel campo della protezione civile».

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