Sassari, monsignor Saba: la cultura per sconfiggere la crisi

Folla di fedeli per il primo ingresso da arcivescovo nella basilica di San Gavino. Da Porto Torres il messaggio: «Ci attende un’importante sfida educativa»

PORTO TORRES. Ha fatto il suo ingresso ufficiale da arcivescovo di Sassari nella basilica di San Gavino giovedì sera monsignor Gian Franco Saba e – prima di entrare nella chiesa romanica – ha salutato sul sagrato il parroco don Mario Tanca e numerosi fedeli che attendevano impazienti il suo arrivo.

Il nuovo arcivescovo ha officiato la messa insieme al Capitolo turritano e ai seminaristi, incentrando l’omelia «sulla bellezza e l’essenzialità di una Basilica fatta di pietre viventi che formano il corpo di Cristo». Una liturgia animata dal coro della Basilica, diretto dal maestro Gavino Sanna e accompagnato all’organo da Antonio Cossu. Poi tutto il corteo religioso ha voluto visitare le fondamenta della chiesa, per venerare le reliquie dei martiri turritani Gavino, Proto e Gianuario.

Era un incontro molto atteso quello dei sacerdoti turritani con l’arcivescovo Saba. Dopo il saluto di qualche settimana fa al ministero episcopale da parte di padre Paolo Atzei, hanno voluto conoscere da vicino una persona umile nell’ascoltare le parole dei fedeli e nel contempo determinata a portare la sua fraterna preghiera verso le singole situazioni. «È importante l’impegno della chiesa locale – ha detto il quarantottesimo vescovo metropolita della diocesi – In modo sinergico, perché ciascuno possa vivere una vita dignitosa: ci attende una importante sfida educativa, dove insieme al pane del nutrimento e del lavoro serve anche il pane della cultura, perché il nostro territorio possa risvegliarsi e possa veramente mettere a frutto le grandi potenzialità che possiede». L’associazione culturale Intragnas, presente in costume portotorrese alla messa, ha donato all’arcivescovo la “corona” a forma di cuore, dolce tipico locale, con la scritta “Posthudorra” e le chiavi come simbolo di benvenuto nella città.

Dietro la Basilica, di fronte alle cumbessias, la comunità parrocchiale di San Gavino ha invece organizzato un momento conviviale per festeggiare l’arrivo del nuovo vescovo. Ottobre rappresenta anche il dies natalis di San Gavino, data del suo martirio, dove nella chiesa di Balai lontano si celebra di primo mattino la santa messa in onore dei tre martiri. Si tratta di una ricorrenza molto sentita dai parrocchiani e dai bainzini
che sono rimasti fedeli alle tradizioni religiose, onorata dalla presenza di cavalieri e gruppi in costume lungo il percorso che unisce con la chiesetta di Balai vicino.

L’arcivescovo Gian Franco Saba sarà presente la sera del 25 ottobre, in Basilica, per il pontificale.

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