Dal carcere di Sassari all'espulsione per terrorismo

Un marocchino, scarcerato all'inizio di settembre da Bancali, è stato rimpatriato per motivi di sicurezza dello Stato

SASSARI. Insofferente alla vita in carcere, protagonista di diversi episodi di turbativa, osservante dei più stretti dettami dell'islam, in contatto con personaggi accusati di terrorismo internazionale: sono i motivi che hanno spinto il ministro dell'Interno Marco Minniti a firmare un provvedimento di espulsione nei confronti di un marocchino di 43 anni. Con quella di oggi sono 83 le espulsioni dall'inizio dell'anno per motivi di sicurezza dello Stato, mentre sono 215 quelle eseguite dall'inizio del 2015.

Il marocchino era stato segnalato dal Dap al Casa, il Comitato di analisi strategica antiterrorismo, nel 2010, quando era detenuto nel carcere di Secondigliano: l'uomo, via lettere, era in contatto con un tunisino arrestato nel 2008 per partecipazione ad associazione con finalità di terrorismo, conosciuto durante una detenzione ad Asti. Periodo nel quale aveva manifestato insofferenza alla vita in carcere ed era stato protagonista di diversi episodi

di turbativa, assieme ad altri detenuti coinvolti in indagini antiterrorismo.

Scarcerato lo scorso 5 settembre dal carcere di Sassari, il marocchino è stato trattenuto nel Centro per Rimpatri di Torino ed oggi stato accompagnato in Marocco con un volo da Malpensa a Casablanca.

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