L’Avis sul piede di guerra: «Mesi senza ambulanza»

Proteste a Perfugas: inaccettabile che il mezzo sia in officina da oltre 200 giorni  L’associazione (tra le più attive nell’isola) ha subìto una perdita di 40mila euro

PERFUGAS. Sono al limite della sopportazione, stanchi di attendere la restituzione di un mezzo di cui non possono fare a meno. Sono passati ormai più di duecento giorni dall’ultimo impiego di un’ambulanza nuova di zecca (un Ducato Fiat di 3000 di cilindrata) e, dopo soli ottomila chilometri, la stessa ambulanza ha manifestato seri problemi all’impianto frenante. Così, l’Avis di Perfugas – associazione attivamente impegnata nel servizio 118 e una delle più grosse in Sardegna che opera nella protezione civile e nell’accoglienza ai migranti – ha dovuto rinunciare al suo mezzo principale e, per non perdere la convenzione, noleggiarne un altro.

Sarebbe dovuta essere una soluzione temporanea e di fortuna, ma dopo sette mesi di attesa anche i più ottimisti si sono dovuti ricredere. L’ambulanza, che è ancora in garanzia, è stata sottoposta al cambio di pastiglie e dischi, ma non è bastato. Gli “acciacchi” di cui soffrirebbe il mezzo di soccorso sarebbero più seri. «Anche se – come dichiara Giovanni Demarcus, presidente dell’associazione perfughese – ci è stato rimproverato di non saper usare adeguatamente il mezzo». Un’accusa risibile, se si pensa che i volontari Avis-118 di Perfugas hanno al volante di mezzi speciali un’esperienza di non pochi anni.

I volontari hanno intenzione di fare il possibile per riuscire a riavere indietro la loro ambulanza. La vorrebbero però con la garanzia del pieno ripristino degli standard di sicurezza.

Quelle che si sono susseguite dallo scorso marzo sino a quest’oggi sono vicende che rasentano il grottesco. Il mezzo è stato infatti sottoposto a un collaudo che non ha passato perché superava di pochi chili la tara massima prevista. La ditta allestitrice ha sostenuto che il problema era meccanico. Nel frattempo, l’Avis ha noleggiato un’altra autoambulanza dotandola degli ausili del mezzo in officina. Dalla Fiat hanno assicurato in un primo momento che si stavano occupando del mezzo, ma poi hanno fatto sapere che non era propriamente un problema loro. Si è chiesta la consulenza di legali e si è proceduto con la sostituzione di altri pezzi come la pompa, i dischi e i tubi. In presenza di un tecnico dell’Avis, c’è stato un nuovo collaudo del mezzo senza gli ausili. Risultato: l’asse posteriore è regolare, ma quello anteriore non supera ancora una volta la revisione.

Costata quasi 80mila euro, l’ambulanza è ancora oggi in officina. «A tutto questo – dichiara Demarcus – vanno aggiunte le tante spese che sono state fatte in sette mesi circa per il noleggio di un’altra ambulanza e il suo allestimento. Inoltre, essendo marzo, la Fiat Ducato aveva le gomme termiche e l’officina voleva quelle normali. Così, tra spese varie, periti, avvocati,
la perdita arriva a quarantamila euro».

Dati che rendono comprensibile lo stato d’animo dei volontari perfughesi, che possono contare sul sostegno morale della loro comunità.

«Per una volta – dichiara Demarcus – invece di assistere, vorremmo essere assistiti».

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