Gli aiuti per la siccità 

Moratoria sul Durc per i pastori

L’assessore Falchi: «A causa della crisi non possono pagare l’Inps»

BONO. Impensabile richiedere ai pastori in crisi la presentazione del Durc per poter ottenere i contributi a sostegno del settore ovicaprino messo in ginocchio dalla siccità. Si riassume in queste parole il pensiero dell’assessore all’Agricoltura della Comunità Montana del Goceano, Bachisio Falchi, che commenta con durezza questa richiesta della Regione definendola una «malafede decisionale».

«Non è stato percepito forse nelle stanze di via Roma - dice Falchi - che le criticità in cui versa l’agricoltura in Sardegna non sono legate ai soliti piagnistei del passato ma a reali necessità che hanno messo in ginocchio l’intero comparto. Imprenditori che hanno dovuto scegliere se pagare i contributi o dare da mangiare al bestiame. La logica in questo caso ha prevalso nell’investire i pochi risparmi o fare un prestito per tenere in vita gli animali. Da questo ne deriva che per il 2016 almeno il 60 per cento delle aziende non sono in regola con i pagamenti Inps».

Richiedere il Durc sarebbe, sostiene Falchi, come richiedere l’Imu ai terremotati. «La mia non è una difesa all’illegalità - dice - ma una giustificazione derivante dalla reale situazione in cui versano le aziende. Delle 3600 aziende
agricole della provincia di Sassari oltre 600 sono nel Goceano. Da questi numeri mi chiedo dove potrà finire il territorio della Comunità Montana se non si creano deroghe per permettere alle aziende agricole di poter incassare questi aiuti essenziali per rilanciarsi». (b.m.)

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