Scadono le graduatorie, vincitori beffati

Il reset degli elenchi sarà il 31 dicembre: «Un’ingiustizia: mai stabilizzati, scavalcati da interinali e anche dagli ex Sgb»

SASSARI. Quel concorso superato e quella graduatoria per loro significava una buona griglia di partenza per il futuro. Le porte della sanità, con un posto sicuro come amministrativo, come infermiere ecc., prima o poi si sarebbero spalancate. Ora quell’elenco (datato addirittura 2012) sta per diventare carta straccia, perché le graduatorie scadranno il 31 dicembre. E moltissimi di coloro appesi a quella classifica sono rimasti appesi anche nella vita, mai con un lavoro sicuro, nell’eterno otto volante del precariato, con brevi chiamate a tempo determinato e poi la speranza della proroga del contratto. Scavalcati negli anni da orde di colleghi arrivati per chiamata diretta da quell’enorme bacino di manodopera e voti che sono le agenzie interinali. Dove attingere è più molto più semplice, attraverso contratti di somministrazione e co.co.co., ma dove il reclutamento costa mediamente un 30 per cento in più rispetto alle selezioni pubbliche. Molti vincitori di concorso dal 2014 in poi hanno ingoiato troppi rospi (nell’agosto del 2014 il blocco totale del turnover è stato imposto dall’assessorato alla Sanità per il solo personale tecnico ed amministrativo).

Chiamate interinali. L’ultima chiamata interinale dell’Aou risale al marzo 2017 (deliberazione n. 114) per assumere otto interinali di categoria BS per cinque mesi. «La Aou in questo caso – spiega uno dei vincitori di concorso – aveva mani libere. Infatti la categoria bs non era prevista nelle graduatorie. Ma c’è un ma: un bs interinale costa molto più di un cat d preso da un concorso. Che senso ha dunque? E siamo sicuri che i bs stiano svolgendo le mansioni da bs e non superiori?».

Ex Ipb. E poi c’è l’altro boccone indigesto riguarda l’incorporazione del personale ex Ipab del San Giovanni Battista di Ploaghe. «L’ennesimo “schiaffo” al merito per gli idonei delle graduatorie – prosegue – un’operazione gestita dai sindacati e dalla politica, e avvallata non si sa con quali criteri dalla Regione. Nella Asl di Sassari (al momento a tempo determinato, con l’obiettivo di farli diventare a tempo indeterminato) sono transitati degli amministrativi che non hanno mai sostenuto un concorso pubblico. E lo stesso vale per qualche infermiere. Un’operazione palesemente illegale». La legge regionale n. 32 del 2015 prevede esplicitamente il trasferimento alla ASL soltanto dei beni e delle funzioni, non derogando al principio costituzionale dell’accesso al pubblico impiego tramite concorso. «Anche gli ex dipendenti dell’Sgb dovevano passare attraverso una selezione pubblica. E non mi vengano a dire che gli amministrativi sono tuttora impiegati esclusivamente nella gestione della contabilità dell’Sgb, perché sono distribuiti in uffici dove si occupano di tutt’altro. Quanto ad alcuni infermieri sono stati assunti a tempo indeterminato partecipando a delle selezioni di mobilità dalle quali ovviamente dovevano essere esclusi».

Graduatoria strana. Vincere un concorso e stare dentro una graduatoria paradossalmente si è rivelato talvolta penalizzante: «La Asl ha chiamato a tempo determinato dalla graduatoria di categoria C e D, per periodi iniziali brevi, anche solo sei mesi, prevedendo poi delle proroghe corte per gli idonei di graduatoria -anche tre consecutive da tre mesi- che si sono rivelate una palla al piede a causa del limite delle 5 proroghe. In alcuni casi gli idonei di graduatoria hanno lavorato presso la Asl di Sassari anche per quasi due anni e mezzo. Ma mai oltre, perché il raggiungimento dei 36 mesi, precluso dalla brevità delle proroghe, permetterebbe la stabilizzazione». Al contrario diversi interinali hanno lavorato anche per due o tre anni. «Si è sempre preferito bloccare gli scorrimenti a tempo indeterminato e mandare a casa delle professionalità già formate, la cui mancata assunzione definitiva rischia di causare notevoli disservizi. Gli interinali sono tipologie di contratti che potrebbero funzionare per figure come infermieri e OSS che non devi formare e sono subito operative. E soprattutto per fronteggiare situazioni
di criticità temporanee. Se i contratti atipici e le chiamate dirette sono la norma, allora c’è qualcosa che non va nel sistema». Ora il reset delle graduatorie del 31 dicembre sarebbe la beffa finale: la distruzione di ogni speranza, un’ingiustizia davvero insopportabile.



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