Alessandro Masala primo sardo in fondo al blu: record a -102 metri

Straordinaria impresa del sub portotorrese realizzata nelle acque dell’Asinara. Dall'infanzia gli allenamenti in apnea guardando i tuffi del “signore degli abissi” Enzo Maiorca

PORTO TORRES. Un tuffo in apnea nel profondo del mare, dove si spengono le ultime luci e ti accoglie il buio: due minuti e mezzo andata e ritorno per prendersi il record - a 102,7 metri - di primo sardo ad avere sfondato quel muro invisibile e lontanissimo. Alessandro Masala è entrato nella pattuglia dei venti che in Italia hanno staccato lo scontrino dei 100 metri di profondità in apnea con la maschera, ha coronato il sogno che inseguiva da bambino nelle acque dell’Asinara, proprio di fronte al Parco nazionale dove da anni opera come istruttore e con il suo Diving Center Cala d’Oliva gestisce l’Apnea Academy. Il mare ce l’ha nel sangue Alessandro Masala, e lo rispetta così come consigliava Enzo Maiorca, il “signore degli abissi”.

Asinara, l'impresa di Alessandro Masala a 102 metri di profondità in apnea ASINARA. In apnea a -102,7 metri nelle acque dell'Asinara. Ecco le immagini della straordinaria impresa di Alessandro Masala, sub di Porto Torres, realizzata il 26 ottobre scorso. Il video del record, realizzato grazie al supporto del Cala d'Oliva Diving Center e del team Safety Divers, è stato pubblicato su YouTubeLEGGI Alessandro Masala primo sardo in fondo al blu: record a -102 metri


«Da piccolo sognavo questa cosa – racconta ancora carico di adrenalina Alessandro Masala – ma mi sembrava impossibile, tremendamente lontana. Crescendo ho imparato a confrontarmi tutti i giorni con il mare, sono diventato istruttore e accompagno i sub in acqua, in quei percorsi che da fuori si possono solo immaginare. In realtà non avevo mai molto tempo per allenarmi, poi 3 anni fa ho raggiunto delle quote importanti, e ho capito che i 100 potevano essere alla mia portata». Tuffi e immersioni nel Mar Rosso, ma Alessandro Masala voleva realizzare il suo sogno all’Asinara, in quelle acque trasparenti che ti mettono in vetrina, accanto a quell’isola carica di storia e di dolore, ma anche simbolo di speranza e di rinascita. Un luogo dove l’uomo è sempre al centro e dove negli oggetti, nelle case e anche in un rudere ritrovi l’anima.



«Quest’estate avevo confidato ai componenti del mio team una serie di sensazioni positive: voglio provarci a ottobre – dice Alessandro – , considerato che è un mese ancora caldo e le condizioni sono ottimali».

Prima dell’appuntamento del 26, giorno scelto per tentare il record, Alessandro Masala ha staccato in rapida successione le bandierine dei 60, 78 e 85 metri. A quel punto la quota 100 era sempre più vicina, e quel sogno di un bambino è diventato realtà.

«Sono andato giù velocissimo – racconta Alessandro –.. in un minuto e 15 secondi, poi la risalita. Sono schizzato fuori dall’acqua con il pugno alzato. Una vittoria straordinaria, una sensazione pazzesca difficile da trasmettere. Sono cose che ti porti dentro, quei momenti interminabili al buio, il cuore che rallenta, sai di essere solo con te stesso. É stato un viaggio molto bello...».

Da Maiorca fino a oggi, sono una ventina i componenti del “Club 100” in Italia: «Con la maschera molti meno», sottolinea Alessandro Masala, che ora preferisce godersi il risultato.

«Non so cosa farò, l’idea è di migliorarsi sempre ma sono uno che ama procedere per gradi. Nella preparazione di un evento del genere c’è tanta attenzione perché devi tutelare la tua vita, valorizzare la sicurezza e tenere a bada lo stress. Non pensavo che la mia sfida potesse colpire così tanto: ho ricevuto centinaia di chiamate e messaggi di congratulazioni. Sono felice, è stato il tuffo più bello della mia vita».

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