Laerru, giardinieri in erba a “Piantiamola”

L’amministrazione comunale ha indetto un concorso tra gli alunni della media. Vincitori tre gruppi

LAERRU. Il senso civico va coltivato e fatto germogliare. Con questo spirito, non agendo tanto al di fuori della metafora floreale, undici alunni della scuola media si sono misurati su un tema che ha messo in gioco il loro pollice verde.

Voluto fortemente dall’amministrazione comunale, il concorso scolastico, denominato molto significativamente “Piantiamola”, ha coinvolto nelle sue fasi diversi enti e associazioni come le cooperative Il Piccolo principe di Tempio Pausania e Comes Biblioteche, lo Sportello Linguistico e l’Ufficio dei Servizi Sociali. Tutti “arruolati” per una causa che ha avuto come fine quello di promuovere percorsi culturali condivisi per infondere nei giovani un senso di cittadinanza attiva e solidale.

Divisi in tre diversi gruppi, gli studenti hanno prima ricevuto una formazione teorica in aula e una serie di indicazioni operative sul come mettere a dimora e curare una pianta. Le loro attenzioni sono state rivolte a centoventi piantine fornite gratuitamente dal Corpo Forestale di Bortigiadas che hanno “coltivato” con passione e curiosità.

L’impegno degli undici neogiardinieri è stato valutato sulla base del risultato finale conseguito e sulle difficoltà del compito che gli era stato assegnato. Al primo posto si è classificato il gruppo costituito da Melany Mannu, Maria Antonietta Cirina, Gabriele Manca e Joele Mannu. Il secondo posto è stato invece assegnato al gruppo di Luca Garau, Melissa Manca, Gianni Marzeddu ed Eleonora Pes. Terzo, ma non certo ultimo, il gruppo di Alessio Eretta, Antonio Garau e Giorgio Rudas.

Si è detto ovviamente soddisfatto del progetto il sindaco Pietro Moro. «Con questa iniziativa – ha dichiarato il primo cittadino – l’amministrazione comunale ha voluto affiancarsi alle famiglie e alla scuola per cercare di favorire e promuovere il rispetto per la cosa pubblica e infondere in tutti i partecipanti un senso di coesione sociale. Con questo progetto abbiamo voluto dar fiducia ai nostri ragazzi e credere che, senza forzature e con molta naturalezza, il rispetto per la natura possa essere inteso anche come un gioco divertente».Altro punto di forza del progetto, secondo il sindaco laerrese, è l’insegnamento
che possono trarne gli stessi adulti. «Se noi adulti ci ponessimo come figure positive, i nostri figli, da grandi osservatori quali sono, potrebbero apprendere con estrema facilità i nostri comportamenti virtuosi», ha sottolineato Pietro Moro.

Giuseppe Pulina

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