Agguato di Bono, nuove verifiche sul racconto del barista ferito

I carabinieri indagano per tentato omicidio ma puntano a chiarire i dubbi che restano sulla vicenda Renato Mameli è stato raggiunto da una fucilata al torace ed è ricoverato all’ospedale di Nuoro

BONO. Gli accertamenti dei carabinieri della compagnia di Bono e del Nucleo investigativo del comando provinciale di Sassari si incrociano con il racconto fatto da Renato Mameli, 32 anni, il barista di Bono ferito con una fucilata al petto. Il giovane è sempre ricoverato all’ospedale San Francesco di Nuoro, le sue condizioni non sono gravi e presto potrebbe essere ascoltato nuovamente dagli investigatori per verificare meglio alcuni dettagli di quello che è stato denunciato come un tentato omicidio.

Ci sono aspetti della vicenda che gli investigatori vogliono verificare meglio, e potrebbe essere necessaria anche una perizia medico legale sulle ferite riportate da Renato Mameli, anche per una valutazione del tipo di arma utilizzata.

Il giovane ha raccontato di essersi recato da solo nella sua campagna per prelevare i cani e partecipare a una battuta di caccia. E poco prima di raggiungere la sua proprietà - lungo la strada provinciale 128bis che collega Bono con Anela - sarebbe finito in trappola. Appena sceso dal fuoristrada, infatti, sarebbe stato raggiunto da un colpo di fucile sparato da distanza ravvicinata che ha ferito Renato Mameli in modo superficiale.

É stato lui stesso a chiamare i soccorsi e a fare scattare l’allarme. I carabinieri della compagnia di Bono guidati dal capitano Matteo Paulis hanno effettuato una serie di controlli nella zona e in luoghi specifici che però non hanno dato esito immediato. Diverse le perquisizione compiute sotto le direttive del sostituto procuratore della Repubblica di Nuoro Giorgio Bocciarelli, titolare dell’inchiesta.

Ieri è stata una giornata di ulteriori verifiche alla ricerca di elementi utili. Gli investigatori stanno valutando il materiale raccolto e presto potrebbero essere effettuati degli approfondimenti su quelli che vengono definiti “ aspetti poco chiari della vicenda”.

Renato Mameli che ha qualche precedente legato a una vecchia vicenda di droga (per la quale aveva patteggiato una condanna a 3 anni e otto mesi di reclusione) da tempo non aveva più avuto alcun problema. Si occupa stabilmente del bar di famiglia, il “Glen Bar” di corso Giovanni Maria Angioy, a pochi passi dal municipio di Bono.

Storie vecchie o recenti? Non c’è una pista che viene privilegiata al momento, anche perché prima gli investigatori dell’Arma vogliono capire bene che cosa è successo domenica mattina sulla strada che
collega Bono con Anela. Sono stati eseguiti, infatti, i rilievi anche nel punto dove potrebbe essere stato appostato l’uomo che avrebbe esploso la fucilata. E altri accertamenti sono in corso. Anche con le testimonianze di persone vicine al barista ferito.

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