Le belve di strada e la storia dei video

Si tracciano i cellulari e si “scava” nel web per cercare uno o più video. É un lavoro che serve a chiudere il cerchio attorno ad alcune persone che potrebbero avere avuto ruoli diversi. Perché a...

Si tracciano i cellulari e si “scava” nel web per cercare uno o più video. É un lavoro che serve a chiudere il cerchio attorno ad alcune persone che potrebbero avere avuto ruoli diversi. Perché a questo punto il problema non è più solo chi l’ha girato, chi l’ha preso e diffuso, ma anche chi l’ha replicato e chi può avere commesso altri reati pesanti (come l’estorsione). E in tutta questa storia Michela è una vittima, è una persona indifesa che ha pagato a caro prezzo alcune frequentazioni.

Si procede con cautela, perché gli investigatori non vogliono
sbagliare una mossa e c’è grande attenzione per fare in modo che nessuno di quelli che hanno responsabilità resti fuori dalla rete. Il problema non è cosa c’è nei video, ma l’azione vile di quanti hanno giocato senza alcuna pietà con la vita di una ragazza. Come fanno solo le belve.


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