Sassari, ore di attesa per fare la chemio: troppe richieste per la farmacia

Protestano gli utenti dei day hospital oncologici: «Ci convocano alle 10, iniziamo la terapia alle 12.30». L’Aou: «Un iter complesso da gestire: ogni paziente richiede controlli e medicinali personalizzati»

SASSARI. Affrontare un tumore è di per sè un calvario, ma ultimamente per i pazienti sassaresi la via Crucis è un tantino più in salita. Succede infatti che al day Ospital dell’Aou le terapie oncologiche arrivino con ore di ritardo rispetto alla tabella di marcia, soprattutto nei primi giorni della settimana. «Veniamo convocati alle 10 – si lamenta un paziente – e quando va bene ci infilano l’ago dopo mezzogiorno. Ora, sappiamo bene che le attese fanno parte del mondo della sanità, ma la direzione dell’Aou ci perdonerà se consideriamo la nostra situazione un tantino particolare. Per molti di noi non è così semplice restare buttati in una sala d’attesa così a lungo. Soprattutto se il problema non è così casuale: ormai siamo alla routine».

Le difficoltà, a quanto pare, riguardano la Farmacia dell’Aou, che non riesce a stare dietro a tutta la mole di lavoro. «Alle nostre rimostranze e richieste di spiegazioni – prosegue il paziente – ci è stato risposto che il problema è una carenza di personale addetto alla preparazione dei medicinali chemioterapici. La direzione aziendale conosce la situazione e sta cercando di alleviare i disservizi. La routine nel reparto è questa: prima i controlli, le interviste ai pazienti sul loro stato di salute dall’ultima seduta chemioterapica, la verifica degli esami di laboratorio, poi ancora le visite e, infine, se ritenuto opportuno dal medico e in assenza di effetti collaterali, l’avvio alla seduta di chemioterapia programmata. Un iter che richiede in media un’ora, utile ad assicurare ai pazienti l’appropriatezza delle cure.

A descrivere questa procedura, eseguita giornalmente sui pazienti oncologici in cura nei due day hospital dell’Aou di Sassari, è il direttore dell’Unita operativa di Oncologia Antonio Pazzola. «Non tutti i pazienti possono iniziare la seduta contemporaneamente - spiega - ma la mattina a essere visitati per primi sono proprio quelli che devono dare la chemioterapia. Dobbiamo però verificare che non abbiano avuto effetti collaterali. Per questo motivo li sottoponiamo a visite, controlli ed esami preliminari».

Una procedura che, una volta superata, consente di inoltrare la richiesta alla Farmacia ospedaliera per la preparazione del medicinale che sarà somministrato di lì a poco tempo. Tra visite e seduta i pazienti restano nel day hospital per l'intera mattinata e la durata della seduta dipende anche dalla composizione chimica del farmaco. «Ma non c'è soltanto la somministrazione del chemioterapico - precisa il direttore di Oncologia - c’è la premedicazione, l’idratazione e il lavaggio vene». Una procedura scrupolosa che si somma ai cicli di sedute chemioterapiche programmate. La Farmacia ospedaliera dell’Aou, infatti, prepara i medicinali antiblastici oltre che per i due day hospital della stessa Aou, dove al giorno si svolgono in media 35-40 sedute terapiche al giorno, anche per i centri degli ospedali di Alghero e Ozieri.

Da una analisi della Farmacia ospedaliera è emerso che ci sono picchi di richieste nei primi giorni della settimana, per poi decrescere nei giorni di giovedì e venerdì. «Il processo può sicuramente essere migliorato - afferma la responsabile della Farmacia ospedaliera Maria Grazia Moretti - automatizzato e informatizzato, dalla prescrizione alla somministrazione, così da essere ottimizzato per i tempi di allestimento delle terapie e per i tempi d’attesa dei pazienti”.

La struttura al piano terra del Palazzo rosa di via Monte Grappa prepara in media 120 allestimenti al giorno, con picchi appunto nei primi tre giorni della settimana. Gli allestimenti vengono realizzati manualmente all’interno del centro Ufa, Unità di farmaci antiblastici. «Intanto, un primo passo nella riorganizzazione dell'intero processo terapeutico si sta già realizzando - aggiunge Antonio Pazzola - dall’allestimento dei chemioterapici chimicamente più stabili già dal giorno prima della somministrazione all’interfaccia telematica diretta tra Oncologia e Farmacia tramite la cartella clinica elettronica».

“Si tratta di terapie importanti oltreché costose - afferma il direttore sanitario aziendale Nicolò

Orrù - che devono essere preparate in via esclusiva e personalizzata e che non è possibile realizzare senza aver acuto il via libera dell’oncologo. L’informatizzazione e automazione della procedura richiede investimenti importanti, oltre 500 mila euro, ai quali l’azienda sta gia pensando».

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