Marcia della Pace il 16 dicembre: sarà la prima volta ad Ozieri

L’evento nel quadro della prima Giornata Mondiale dei Poveri che è in programma domenica Sabato pomeriggio si terrà a Bottidda una veglia di preghiera presieduta dal vescovo Corrado Melis 

OZIERI. “Partire dai poveri per costruire la pace”. Questo il tema che ispira il percorso che la diocesi di Ozieri seguirà a partire da questo week end per celebrare la prima Giornata Mondiale dei Poveri, istituita dal pontefice al termine del Giubileo della Misericordia. Quattro tappe che, nelle intenzioni del vescovo Corrado Melis, «daranno un segnale concreto di impegno, personale e collettivo, verso i poveri, gli ultimi, e verso la pace». Domenica, data della celebrazione, ci saranno iniziative in ogni parrocchia, la cui organizzazione è lasciata alle comunità, alle quali si auspica «una partecipazione comune di fedeli, poveri e volontari all’Eucarestia domenicale e alla recita del Padre Nostro, che con la sua richiesta di pane è per eccellenza la preghiera dei poveri e un invito alla condivisione ed alla responsabilità comune». Sempre domenica sarà inoltre effettuata nelle varie parrocchie una raccolta alimentare straordinaria. Queste iniziative saranno integrate da appuntamenti a carattere diocesano. Il primo è la Veglia di preghiera presieduta dallo stesso vescovo, sabato alle 19, nella parrocchia della Beata Vergine del Rosario a Bottidda (per la quale sono disponibili dei collegamenti in bus da Ozieri e comuni limitrofi, per informazioni rivolgersi alle parrocchie) ispirata al tema “Non amiamo a parole ma con i fatti”. Il secondo è un convegno dal titolo “I poveri non sono un problema ma una risorsa”, che si terrà a Ozieri il primo dicembre alle 17 nella sala conferenze del museo Alle Clarisse. Il tutto avrà il suo culmine il 16 dicembre con la Marcia della Pace, evento regionale dalla storia trentennale che quest’anno per la prima volta si terrà a Ozieri, con partenza alle 15 dal piazzale del Palazzetto dello Sport di Punta Idda. Un programma completo - un vero e proprio palinsesto, con locandine distribuite in tutto il territorio diocesano - stilato dalla diocesi con il contributo della Caritas. «I poveri (non solo economici, ma portatori di bisogni differenti legati a dipendenze, disgregazioni familiari, emarginazione sociale) sono persone da incontrare, accogliere ed amare – dicono alla Caritas –, non certo delle entità astratte di cui parlare solo nelle analisi statistiche: di fronte a loro tutti si devono sentire chiamati a una reale condivisione, come segno tangibile di fratellanza indipendentemente dall’appartenenza religiosa. Sovvertire l’ordine per cui i poveri sono vittime di un sistema sbilanciato e iniquo e farne i protagonisti
di un nuovo assetto sociale deve essere un obiettivo da perseguire con ostinazione non solo da una prospettiva meramente cristiana: un contributo efficace per il cambiamento che genera vero sviluppo e la via necessaria per stabilire una giusta distribuzione dei beni e quindi la pace».

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