Sgommate “sporca asfalto”, multata azienda olbiese

A Tula la strada per Sa Sia utilizzata per testare alcuni pneumatici speciali. Raccolta spazzatura di ogni genere, dai volantini ai “piombi” per l’equilibratura 

TULA. Quelle sgommate sull’asfalto di Sa Sia sono state la classica goccia che fa traboccare il vaso della pazienza.

Ad alzare la voce questa volta è il sindaco di Tula Gino Satta che di fronte all’ennesimo malcostume dei rifiuti buttati per strada ha deciso di esternare il proprio pensiero (ma anche di multare) e dare una tirata d’orecchi a chi le orecchie sembra che le usi come il mercante. Il piccolo centro logudorese ha un territorio invidiabile per flora e fauna e cosa non da poco, ha il lago Coghinas al centro di un progetto di valorizzazione che negli anni ha provato a dare al paese una vocazione turistica. «Siamo un comune virtuoso per quanto riguarda la raccolta dei rifiuti che è differenziata e si svolge porta a porta – ha detto il sindaco -. È di questi giorni oltretutto l’acquisizione a prezzo simbolico dalla Provincia di una porzione di strada che ci permetterà di razionalizzare l’ingresso dell’ecocentro creando una rampa agevole per gli scarrellabili». C'è una goccia però che ha fatto traboccare il vaso della pazienza per Satta ed è stata una due giorni organizzata a fine ottobre da una società olbiese nei tornanti che da Tula portano alla frazione di Sa Sia per provare pneumatici in condizioni diverse. «La strada è provinciale e non comunale ma sapevamo dell’evento e ne abbiamo preso atto – ha continuato il sindaco -. A parte un po’ di disagio per chi doveva transitare sulla carreggiata non ci sarebbe stato nessun problema ma ciò che ci ha lasciato sconcertati è scoprire che dopo la manifestazione nessuno si è preoccupato di pulire e portar via i rifiuti. Abbiamo trovato volantini pubblicitari, buste di rifiuti e persino i contrappesi metallici utilizzati per equilibrare gli pneumatici». L’indignazione del sindaco si è concretizzata con un sopralluogo della polizia urbana che dopo aver rilevato l’effettiva presenza dei rifiuti ha avviato un procedimento sanzionatorio.

L’episodio purtroppo si affianca ad altri che regolarmente avvengono, non ultimo quello di alcuni pescatori che sulle sponde del lago dopo aver utilizzato
le esche lasciano barattoli e contenitori. O ancora di gitanti della domenica che lungo la panoramica che porta alla diga pensando di essere magari virtuosi appendono la busta con i rifiuti a un albero o a un cancello pensando che «tanto qualcuno prima o poi passerà a ritirarli».

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