Specialità, privilegio o valore?

Convegno in sala Angioy sull’animato dibattito riguardante il futuro assetto delle Regioni

SASSARI. “La specialità nello Statuto della Sardegna: un privilegio da cancellare o un valore da preservare?”. Questo il tema del convengo organizzato dall’associazione tra gli ex consiglieri regionali della Sardegna, in programma questo pomeriggio, dalle 15.30, alla Sala Angioy del Palazzo della provincia.

Il controverso dibattito sui “privilegi” delle Regioni a Statuto speciale, da lunga data piuttosto vivace, ha fatto registrare una particolare intensificazione lo scorso anno, per effetto della norma, inserita nel Progetto di riforma costituzionale, che prevedeva una notevole riduzione delle competenze regionali, ma limitatamente alle Regioni a Statuto ordinario. «Abbiamo così sentito più volte denunciare gli “anacronistici privilegi” – sottolineano gli organizzatori – anche finanziari, attribuiti alle Regioni speciali, privilegi resi ancor più intollerabili per gli sprechi nella gestione delle risorse di cui queste Regioni si sarebbero rese responsabili. Sul fronte opposto, i sostenitori della specialità hanno fatto valere l’esistenza di “fattori differenziali assolutamente singolari”, basati su ragioni storiche, geografiche, economiche, culturali e linguistiche, e non quindi su scelte esclusivamente politiche, arbitrarie e reversibili. Ad alimentare il dibattito ha sicuramente concorso un aspetto alquanto trascurato nei diversi interventi: il mancato inserimento, negli Statuti delle Regioni speciali, di una norma che precisi le ragioni su cui il regime differenziato è fondato. Una lacuna, questa, suscettibile di favorire la diffusione della tesi “specialità = privilegio”».

Nell’approssimarsi del 70° anniversario dell’entrata in vigore dello Statuto speciale della Sardegna, approvato con legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 3, si rivela di grande attualità ed interesse la realizzazione di un convegno specificamente finalizzato a chiarire se la specialità regionale sia un privilegio da cancellare o un valore da preservare. «Le relazioni che qualificati esperti svolgeranno oggi – continuano gli organizzatori – potranno dare adeguate risposte ad un interrogativo di grande importanza per il futuro del movimento autonomistico».

Coordinerà il dibattito Manlio Brigaglia. Tra i relatori Paolo Fois e Simone Pajno dell’università di Sassari, Andrè Fazi dell’università della Corsica, il presidente della Fondazione di Sardegna Antonello Cabras, Stefania Baroncelli della libera università di Bolzano. Tra gli interventi programmati quello dell’ex presidente della Regione Pietro Soddu, del coordinatore della sezione sarda degli ex parlamentari Giorgio carta e di Omar Chessa dell’università di Sassari. Aprirà i lavori Mariarosa Cardia, presidente dell’associazione
tra gli ex consiglieri regionali. Seguiranno i saluti del direttore del dipartiumento di Giurisprudenza, Gian Paolo Demuro, del presidente del consiglio regionale, Gianfranco Ganau e dell’assessore regionale agli Affari generali, Personale e Riforma della Regione Sardegna, Filippo Spanu.

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